Moon Jae-in è giunto in visita ufficiale a Pyongyang

Pubblicato il 18 settembre 2018 alle 10:51 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, è giunto a Pyongyang, martedì 18 settembre, per partecipare al summit con il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un per rilanciare i colloqui in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana.

All’arrivo nella capitale nordcoreana, Kim Jong-un ha accorto Moon Jae-in calorosamente, seguito da una folla, presso l’aeroporto Internazionale di Pyongyang. Subito dopo, i due capi di Stato hanno raggiunto il Paekhwawon State Guest House, dove Moon Jae-in alloggerà per i prossimi tre giorni. I colloqui formali sono previsti nel pomeriggio. L’agenzia di stampa nordcoreana KCNA News riferisce che il summit mira a implementare la dichiarazione di pace, prosperità e riunificazione conclusa dai due leader lo scorso 27 aprile, e offrirà un’importante opportunità per accelerare lo sviluppo delle relazioni tar le due Coree.

Si tratta del terzo incontro dall’inizio dell’anno tra Kim Jong-un e Moon Jae-in. Il primo è avvenuto il 27 aprile a Panmunjon, nella zona demilitarizzata tra le due Coree, mentre il secondo si è verificato il 26 maggio, in vista dell’incontro tra il leader della Corea del Nord e il presidente americano, Donald Trump, previsto peri l 12 giugno a Singapore. Reuters riferisce che l’attuale visita ufficiale di Moon Jae-in a Pyognyang è stata organizzata in vista del prossimo incontro con Trump, proposto da Kim Jong-un nelle scorse settimane. Il capo della Casa Bianca ha chiesto al presidente sudcoreano di ricoprire il ruolo di negoziatore capo nel corso dei colloqui con Kim Jong-un. Washington mira a ottenere azioni concrete in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana.

Il dialogo tra USA e Corea del Nord è entrato in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dal Paese asiatico. Il 24 agosto, Trump ha cancellato improvvisamente la visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, a Pyongyang, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione nordcoreani erano a un punto fermo. Da parte loro, i media di Stato nordcoreani hanno reagito alla cancellazione della visita accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang. Alla fine di agosto, la Corea del Sud ha poi reso noto che avrebbe inviato i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi. Infine, l’11 settembre, Trump ha ricevuto una lettera “molto positiva” da Kim Jong-un, in cui il leader di Pyongyang ha chiesto l’organizzazione di un nuovo meeting.

Il meeting tra i leader delle due Coree avviene in un momento in cui gli Stati Uniti stanno esercitando pressione sui propri alleati, affinché rispettino le sanzioni dell’Onu contro Pyongyang, che impongono il taglio dei fondi per far sospendere il programma nucleare e missilistico nordcoreano. La Corea del Nord ha dichiarato di aver distrutto i suoi principali equipaggiamenti per effettuare test missilistici, insieme a quelli atomici. Tuttavia, gli USA e diversi analisti sono convinti che il Paese asiatico stia portando avanti le proprie attività in segreto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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