Le cause internazionali che hanno favorito l’ascesa di Salvini

Pubblicato il 17 settembre 2018 alle 11:21 in Il commento Italia

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Alessandro Orsini. Fonte: LUISS.

Matteo Salvini vorrebbe rimpatriare, in un colpo solo, i 180 tunisini irregolari giunti a Lampedusa pochi giorni fa. La Tunisia ha risposto che dovranno essere rispettati gli accordi vigenti, in base ai quali il governo italiano non può espellere più di ottanta tunisini alla settimana con due voli separati, il primo di lunedì e il secondo di giovedì. Il costo dei viaggi è a carico dello Stato italiano. L’atteggiamento del governo tunisino induce molti cittadini italiani a solidarizzare con Salvini, soprattutto dopo lo scontro con il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, durante la conferenza di Vienna sulla sicurezza e l’immigrazione. “Perché il governo della Tunisia non controlla i propri confini, pur avendo tutti i mezzi per farlo?”, si domandano milioni di italiani.

Per comprendere la ragione dei consensi di cui gode la Lega, occorre distaccarsi emotivamente dal problema dell’immigrazione e assumere il punto di vista del cittadino comune perché è difficile ricordare un periodo storico in cui una coalizione di due soli partiti ha rappresentato così fedelmente la maggioranza degli elettori. Applicando il “metodo comprendente”, reso celebre da Max Weber, sarà più agevole comprendere le scelte degli italiani. Ma occorre assumere il loro punto di vista e questo richiede di tenere a freno l’emotività.

I consensi del Movimento 5 Stelle e della Lega sono stupefacenti per la loro ampiezza. Riflettendo sulla figura di Salvini, almeno quattro fatti internazionali hanno favorito il suo successo. Il primo è stata la crisi economica che, partita dagli Stati Uniti nel 2008, ha investito tanti italiani diffondendo paure e incertezze in tutti gli strati della popolazione. Il secondo fatto è stato la tremenda crisi finanziaria della Grecia, con le immagini disperate dei greci davanti ai bancomat privi di banconote: un fenomeno che si è ripetuto il 4 luglio 2015. L’esperienza greca ha indotto i migliori analisti internazionali a ipotizzare che anche l’Italia avrebbe potuto conoscere una crisi analoga, essendo dotata del debito pubblico più grande della zona euro, dopo la Grecia. Molti italiani si sono visti davanti a quei bancomat. E poi occorre aggiungere i problemi con lo spread, che accrescono la dinamica espansiva del debito pubblico. Se cresce lo spread, lo Stato italiano deve sborsare più soldi per pagare gli interessi a coloro che detengono titoli del debito pubblico. Lo spread fa paura perché rende lo Stato esangue e vanifica i sacrifici già fatti per risanare il bilancio. Il terzo fatto, che ha determinato un’impennata nella domanda di sicurezza da parte degli italiani, sono stati gli attentati dell’Isis. In questo clima di paure diffuse, si è aggiunta la crisi dei migranti. Dal punto di vista di milioni di italiani, la crisi dei migranti appare come una grande quantità di africani poveri che scappano in un Paese, l’Italia, dove il numero delle persone povere è raddoppiato negli ultimi dieci anni, come mostrano i dati Istat relativi agli italiani sotto la soglia di povertà. Gli italiani hanno anche notato che i Paesi che guidano l’Europa, Francia e Germania, non hanno aiutato l’Italia a fronteggiare gli sbarchi. Se questo è il contesto, è razionale, e non irrazionale, che la maggioranza degli italiani sia schierata al fianco di Salvini contro il ministro del Lussemburgo. È altrettanto ovvio che il rifiuto della Tunisia di riprendersi rapidamente i propri cittadini accresca i consensi per il ministro dell’Interno.

Salvini, come fenomeno socio-politico, non può essere compreso in base a ciò che Salvini dice, ma in base a ciò che dicono gli italiani. Non è possibile capire Salvini ascoltando Salvini. Sotto il profilo del metodo, occorre migrare da una prospettiva “discendente”, che spiega la società in base ai partiti, a una prospettiva “ascendente”, che cerca di spiegare il comportamento dei partiti in base alla società. La prospettiva discendente muove dall’alto per spiegare ciò che accade nel basso. Il che significa che spiega le piazze urlanti con i partiti declamanti, nel senso che considera le prime come una variabile dipendente dai secondi. L’illusione, a cui conduce la prospettiva discendente, è che gli italiani cambierebbero il loro modo di pensare, se la Lega smettesse di essere contraria all’immigrazione. In tema di immigrazione incontrollata, è la società che spiega la politica e non viceversa.

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di Alessandro Orsini

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