IOM: un migrante su 5 arriva in Europa via terra

Pubblicato il 17 settembre 2018 alle 11:28 in Europa Immigrazione

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Le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) riferiscono che, nonostante le rotte via mare siano le più note, un migrante su cinque giunge in Europa via terra. Nello specifico, secondo l’organizzazione, la tratta più utilizzata è quella dalla Turchia alla Grecia, attraverso la quale, dall’inizio del 2018, sono giunti in Europa 12.166 stranieri.

Il capo della missione dell’IOM in Turchia, Lado Gvilava, ha riferito che, in qualunque modo arrivino i migranti, è necessario prestare attenzione ai pericoli che corrono e contrastare le attività dei trafficanti. “Sappiamo che non appena una rotta verrà bloccata, e ne aprirà un’altra. Fino a quando le persone non saranno al sicuro dobbiamo collaborare con i governi per fornire protezione”, ha spiegato Gvilava. Tra gennaio e l’inizio di settembre, complessivamente, sono arrivati in Europa via terra 17.966 migranti, una cifra molto superiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2017, in cui giunsero nei Paesi europei 2.464 persone via terra.

La maggior parte degli stranieri, circa 12.816, sono stati registrati in Bosnia Herzegovina, mentre il Pakistan è il principale Paese di provenienza dichiarato dai migranti, seguito da Siria, Afghanistan, Iran, Iraq e da altri 29 Stati. In Montenegro e in Albania, invece, i siriani costituiscono il gruppo di migranti più numeroso, seguito dai pakistani e dagli iracheni.

L’aumento degli arrivi via terra sta andando di pari passo con la diminuzione degli arrivi via mare, iniziata a luglio 2017. Tale trend decrescente ha continuato a diminuire progressivamente nel corso dei mesi, registrando un forte calo di traversate in prossimità del Mediterraneo centrale, che collega la Libia all’Italia. Tale tratta, per anni, era stata la principale via d’accesso all’Europa per tutti i migranti che salpavano dalla Libia.

Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia, principale porto di partenza delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani, al fine di meglio gestire la crisi migratoria e contrastare le attività degli scafisti. In particolare, Italia ed Europa hanno assistito la Guardia Costiera libica, addestrando i suoi ufficiali e fornendo equipaggiamento, al fine di aumentare la loro operatività in mare. Ne è conseguito che, nei primi tre mesi del 2018, la Guardia Costiera libica ha compiuto più di 4.100 operazioni di salvataggio in mare nella tratta del Mediterraneo Centrale, tra la Libia e l’Italia, raggiungendo una cifra che è pari al doppio rispetto ai 2.500 soccorsi effettuati dalle navi delle Ong nello stesso periodo. Successivamente, da quando il leader della Lega, Matteo Salvini, è divenuto ministro dell’Interno, il, primo giugno scorso, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee. 

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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