Yemen: Houthi firmano accordo con ONU per evacuare i malati

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 13:21 in Medio Oriente Yemen

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I ribelli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver firmato un memorandum d’intesa con le Nazioni Unite per evacuare per via aerea i pazienti in condizioni critiche, permettendo loro di curarsi all’estero.

L’agenzia di stampa dei ribelli, Saba, sabato 15 settembre ha riportato che l’accordo, firmato tra il ministro degli Esteri, Hisham Sharaf Abdullah, e il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Yemen, Lise Grande, prevede il trasporto all’estero dei malati a partire da martedì 18 settembre, per un periodo di 6 mesi.

Abdullah ha dichiarato che il memorandum è il primo passo per alleviare le sofferenze dei pazienti che necessitano di cure. Tuttavia, l’uomo ha altresì sottolineato che tale accordo non significa che i ribelli stanno posticipando la richiesta di apertura dell’Aeroporto Internazionale di Sanaa per voli civili e commerciali.

Al Jazeera in lingua inglese ha riportato che l’accordo di sabato 15 settembre potrebbe essere un potenziale passo avanti in seguito al fallimento del summit di Ginevra. Non è chiaro, tuttavia, quanti pazienti yemeniti verranno coinvolti, né se verranno compresi anche i combattenti feriti. Inoltre, non è stato specificato dove verranno trasportati.

Le Nazioni Unite non hanno rilasciato alcun commento sulla questione.

Negli ultimi giorni, le lotte tra le forze yemenite e gli Houthi sono peggiorate, dopo che le trattative di pace sponsorizzate dalle Nazioni Unite sono collassate prima ancora di cominciare. Le trattative sarebbero dovute cominciare il 6 settembre a Ginevra, ma i rappresentanti dei ribelli non si erano presentati, sostenendo che la coalizione a guida saudita aveva vietato al loro aereo di lasciare la capitale. Con l’obiettivo di riprendere i negoziati, Martin Griffith, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, questa settimana incontrerà i rappresentanti degli Houthi e alcuni funzionari del governo del Paese, che vivono in esilio in Arabia Saudita.

Dal collasso delle trattative di pace sponsorizzate dall’ONU, la crisi umanitaria in Yemen è peggiorata drammaticamente e sono ripresi gli scontri nella città di Hodeida, che è il punto di accesso delle importazioni commerciali e dei rifornimenti aerei. La Grande ha spiegato che, se le parti continueranno a combattere nell’area, nel Paese potrebbe verificarsi un periodo di carestia che andrebbe a peggiorare le già gravi condizioni di circa 8,4 milioni di persone che vivono in una situazione di inedia. La guerra nel Paese, che dura ormai da 3 anni, ha causato la più grave crisi umanitaria del mondo. Più di 22 milioni di persone, su un totale di 28 milioni, dipendono dagli aiuti per vivere. Inoltre, secondo le stime dell’ONU, almeno 10.000 persone sono morte da quando la coalizione saudita è intervenuta in Yemen, nel 2015, ma Al Jazeera in lingua inglese ha sottolineato che il numero di vittime potrebbe essere molto più alto, siccome i dati non vengono aggiornati da tempo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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