Siria: attacco missilistico israeliano contro l’aeroporto di Damasco

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 16:24 in Israele Siria

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I media siriani hanno riportato che Israele ha lanciato un attacco missilistico contro l’Aeroporto Internazionale di Damasco, nella serata di sabato 15 settembre.

L’agenzia di stampa siriana Sana ha pubblicato alcuni video, dichiarando che la difesa aerea dell’esercito siriano è riuscita ad abbattere una serie di missili provenienti da Israele. Il corrispondente dell’agenzia AFP per la Siria ha dichiarato che nella tarda serata di sabato è stato avvertito un forte boato seguito da numerose esplosioni più piccole.

Secondo quanto riportato dal quotidiano The Times of Israel, il presunto obiettivo dell’attacco era un aeroplano iraniano che stava trasferendo armi per le forze pro-regime e le unità della Guardia Rivoluzionaria impegnate nella guerra civile in Siria. La rete televisiva Hadashot TV ha dichiarato, domenica 16 settembre, che il velivolo era da poco atterrato all’aeroporto di Damasco da Teheran. L’attacco israeliano avrebbe danneggiato anche alcuni magazzini di armi presenti nell’aeroporto, che erano stati camuffati da magazzini delle Nazioni Unite o della DHL, la compagnia internazionale di spedizioni.

L’esercito israeliano non ha commentato l’accaduto, ma ha dichiarato che potrebbe utilizzare azioni militari per prevenire il trasferimento di armi ai suoi nemici. All’inizio di settembre, un funzionario senior delle forze armate di Israele aveva dichiarato che l’esercito aveva colpito più di 200 obiettivi appartenenti all’Iran o a Hezbollah in Siria dal 2017, per evitare che Teheran stabilisca una presenza militare permanente sul territorio siriano.

Oltre a portare avanti azioni militari, Israele ha altresì tentato la via diplomatica per convincere Teheran ad abbandonare la Siria, chiedendo aiuto alla Russia e agli Stati Uniti. Mosca non sembra essere d’accordo con la richiesta israeliana di mandare via l’Iran dal territorio siriano, ma ha acconsentito all’allontanamento forzato delle forze iraniane e dei suoi alleati dalle aree vicine al confine con Israele.

L’Iran è intervenuto per la prima volta in Siria alla fine del 2011, poco dopo lo scoppio delle proteste contro il regime del presidente del Paese, Bashar Al-Assad. Inizialmente, la strategia di Teheran si era mantenuta su un profilo basso. L’Iran si limitava, infatti, a fornire ad Al-Assad il proprio sostegno finanziario e ad inviare armi e strumenti militari, ma in un secondo momento, Teheran è diventata un alleato chiave del presidente siriano e sostiene il regime con un certo numero di milizie, tra cui quelle provenienti dal gruppo Hezbollah del Libano.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, più di una volta ha espresso la sua preoccupazione per la crescente influenza iraniana in Siria, e ha affermato di temere che Teheran stia trasformando il territorio siriano in una fortezza militare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare Israele. Teheran mirerebbe a creare in Siria due corridoi di transito che consentano all’Iran di raggiungere il mar Mediterraneo. Nella prospettiva iraniana, il primo corridoio dovrebbe collegare l’area di Baghdad a quella di Damasco, attraverso la città di Al-Tanf, al confine con Iraq, Siria e Giordania. Il secondo corridoio, invece, dovrebbe collegare la regione di Mosul, in Iraq, con Raqqa, in Siria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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