Immigrazione: la polizia croata abusa dei migranti bloccandoli in Bosnia

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 6:02 in Balcani Immigrazione

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Alcuni rifugiati bloccati in Bosnia hanno riportato che la polizia della Croazia continua ad abusare fisicamente e verbalmente di loro, ma i funzionari delle forze dell’ordine hanno respinto tutte le accuse.

Al Jazeera in lingua inglese ha dichiarato di aver intervistato 17 rifugiati che vorrebbero cercare di raggiungere la Germania passando per la Croazia, ma che si trovano bloccati in Bosnia a causa delle forze dell’ordine croate, che li hanno bloccati al confine con violenza, utilizzando manganelli, pugni o calci contro di loro. La polizia avrebbe altresì rubato oggetti di valore e denaro, tagliato passaporti e distrutto telefonini.

Il Ministero dell’Interno della Croazia ha respinto con una dichiarazione le accuse di violenze perpetrate dalla sua polizia, sottolineando che tutti coloro che attraversano il confine sanno di agire contro la legge e comunicando che, fino a quel momento, nessuna delle accuse si era rivelata fondata.

Peter Van der Auweraert, il coordinatore per i Balcani occidentali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), ha dichiarato di essere a conoscenza delle storie di violenze da parte della polizia e ha richiesto una investigazione indipendente per giudicare in che modo le presunte vittime si sarebbero procurate le lesioni denunciate. “L’uso della violenza, chiaramente, non è accettabile. Non è accettabile in base alle leggi europee per i diritti umani e, secondo me, non è nemmeno necessario. È possibile controllare i confini in maniera severa, senza ricorrere alla violenza” ha sottolineato l’uomo.

Durante un incontro tenutosi alla fine di agosto, il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, era stato lodato dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, per il controllo dei confini. Tuttavia, secondo un nuovo resoconto rilasciato dall’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Croazia ha negato l’accesso alle procedure di richiesta di asilo a circa 1.500 rifugiati, inclusi circa di 100 bambini. Inoltre, più di 700 persone hanno riportato casi di violenza e furto da parte delle forze dell’ordine croate.

La Bosnia è emersa come un nuovo itinerario per i rifugiati provenienti dall’Europa dell’Est da quando l’Unione Europea ha rafforzato i controlli ai suoi confini. Fino a metà di settembre del 2018, più di 13.000 migranti sono arrivati nel Paese, a differenza dei 755 giunti nel 2017. A Velika Kladusa, la città bosniaca più vicina al confine croato, centinaia di persone vivono da ormai 4 mesi in tende di fortuna in un campo nei pressi di un canile. Quando scende la notte, i migranti cominciano il loro viaggio verso l’Unione Europea attraverso la Croazia e la Slovenia. L’itinerario prevede l’attraversamento di foreste e fiumi. Tuttavia, molti di loro vengono scoperti e costretti a tornare in Bosnia dalla polizia croata, che pattuglia attentamente i confini.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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