Cina: Taiwan cessi ogni attività di spionaggio e sabotaggio

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 13:21 in Cina Taiwan

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La Cina, domenica 16 settembre, ha accusato le agenzie di spionaggio di Taiwan di cercare di sottrarre informazioni riservate per portare avanti “infiltrazioni” e “sabotaggi”, e ha intimato all’isola di non logorare ulteriormente le relazioni bilaterali già precarie con Pechino.

Nella giornata di sabato 15 settembre, la televisione statale di Pechino ha mandato in onda il primo di una serie di servizi nei quali alcuni studenti cinesi presso istituti taiwanesi sostenevano di essere stati presi di mira da spie locali che li adescavano con soldi, affetto e amicizia. L’indomani, l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha riportato le parole di An Fengshan, portavoce della messa a punto di programmi dell’Ufficio Esteri Taiwan della Cina, il quale ha intimato a Taipei di far cessare immediatamente simili attività di spionaggio e sabotaggio alle agenzie in questione.

Le presunte accuse di spionaggio giungono in un momento in cui Pechino accresce gli sforzi per incoraggiare la popolazione taiwanese a lasciare la patria per stabilirsi permanentemente in Cina, con nuovi documenti e carte d’identità. Taiwan, dal canto suo, ha messo in guarda i suoi cittadini, esortandoli a fare attenzione ai rischi che comporta l’andare a vivere in un Paese autocratico che applica censure su internet e sui media e simili svantaggi.

Pechino e Taipei si accusano frequentemente di spionaggio reciproco. Nel 2017, uno studente cinese che frequentava un’università di Taiwan è stato condannato al carcere per aver raccolto informazioni sensibili reperite da contatti stretti nelle scuole e presso i dipartimenti governativi dell’isola, e per aver cercato, con suddetto materiale, di creare una vera e propria rete di spionaggio a Taiwan. L’isola asiatica aveva aperto le sue università agli studenti cinesi nel 2009.

La Cina considera Taiwan, governata democraticamente, come una sua provincia ribelle e imprevedibile, e non ha mai rinunciato a usare la forza per ridurla all’obbedienza, come ha spesso ricordato all’isola attraverso l’organizzazione di frequenti esercitazioni militari in sua vicinanza, e spingendo navi da guerra e caccia a poca distanza dalle sue acque. L’ultima parata militare è avvenuta venerdì 11 maggio 2018, quando il governo di Pechino ha condotto una serie di esercitazioni di accerchiamento intorno all’isola di Taiwan utilizzando i nuovi aerei da caccia Sukhoi Su-35, i caccia bombardieri strategici H-6K, i jet J-11 e gli aeromobili di allerta rapida KJ-200. Prima di questo episodio, le ultime esercitazioni militari cinesi risalivano al 17 aprile, giorno in cui la marina militare cinese aveva eseguito una serie di addestramenti con l’utilizzo di munizioni vere a 40 km dall’isola di Taiwan.

Negli ultimi mesi, Pechino ha anche cercato di allontanare da Taiwan alcune nazioni che intrattenevano forti legami diplomatici bilaterali con l’isola. In particolare, le tensioni tra la Repubblica Popolare Cinese e l’isola di Taiwan sono aumentate sensibilmente nel mese di maggio con la rottura dei rapporti diplomatici tra Taiwan e due storici alleati, ovvero il Burkina Faso e la Repubblica Dominicana. Secondo il principio One China Policy, l’isola di Taiwan appartiene alla Cina e, pertanto, la sua indipendenza non può essere riconosciuta dagli Stati che intrattengono relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese. A fronte di ciò, a seguito della decisione presa dal governo dei due Stati di voler stabilire rapporti diplomatici con la Cina, riconoscendo Taiwan come una parte inalienabile del territorio cinese, il governo di Taiwan si è visto costretto ad interrompere i rapporti. Il ministero degli Esteri di Taiwan ha ritenuto che dietro alla scelta di questi due Paesi vi siano state ingenti offerte economiche da parte della Cina, la quale è stata accusata di “dollar diplomacy”. Tuttavia, nonostante il sensibile aumento delle pressioni che Pechino sta esercitando su Taipei, quest’ultima, secondo alcune fonti di Reuters, starebbe potenziando le proprie relazioni e la cooperazione con altri Paesi della regione, con i quali scambierebbe anche preziose informazioni di intelligence inerenti alle strategie militari cinesi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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