Cina e Russia uniscono gli eserciti: c’è da aver paura?

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 10:28 in Asia Cina

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La cooperazione militare tra Cina e Russia sta vivendo un momento particolarmente positivo. Mentre i presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e Xi Jinping si incontravano all’Eastern Economic Forum di Vladivostok, nel campo di addestramento di Tsugol, in Russia, si svolgeva l’esercitazione militare bilaterale più estesa da quella del 1981, in piena Guerra Fredda.

Il campo di addestramento di Tsugol è stato trasformato in un campo di battaglia simulata in cui le forze armate russe e cinesi, in coalizione, combattevano un avversario fittizio. 7000 pezzi di armamento e 25 mila soldati sono stati movimentati per l’evento, solo una piccola parte dei 300 mila che, secondo il Ministero della Difesa russa, sono stati attivati per le operazioni militari in occasione del forum di Vostok 2018. I T-90 russi, tank da guerra, si sono schierati in posizione d’assalto con i tank 99 cinesi a supporto. È stata effettuata anche un’esercitazione aerea coordinate tra i jet da combattimento Su-35, punto di forza di entrambe gli eserciti.

Le esercitazioni si sono svolte giovedì 13 settembre, mentre i presidenti dei due Paesi si incontravano a Vladivostok per ribadire l’amicizia bilaterale. Se la Russia svolge esercitazioni simili ogni anno in questo periodo, quella di quest’anno sembra essere una vera e propria esibizione volta a mostrare al mondo la partnership militare  

Il presidente Putin ha sottolineato che la Russia è un “Paese che ama la pace” e che gli armamenti sono necessari per proteggere la “Patria, la sua sicurezza, gli interessi nazionali del Paese e, se necessario, per sostenere i nostri alleati”. Parole che suonano simili a quelle pronunciate dal presidente cinese, Xi Jinping, di fronte alle sue forze armate al momento del lancio del suo programma di modernizzazione dell’esercito.

L’avversario fittizio contro cui la coalizione di Russia, Cina e Mongolia ha combattuto durante l’esercitazione non presentava connotazioni chiare che potessero far pensare agli Stati Uniti o ai loro alleati.

Un’esercitazione militare sino-russa a poca distanza dal confine tra i due Paesi, dove, nel 1969, le due potenze hanno realmente combattuto una guerra di confine, non può lasciare indifferenti. I tempi sono cambiati rispetto al momento di rottura dei rapporti bilaterali che ha caratterizzato la seconda metà del secolo scorso e se oggi la Cina e la Russia rimangono rivali strategici sotto alcuni aspetti, l’amicizia e la buona intesa tra Xi Jinping e Putin stanno spianando la strada a una sempre più stretta cooperazione militare tra i due Paesi. Proprio mentre i rapporti di Mosca con i Paesi occidentali diviene sempre più gelida.

Le esercitazioni militari russe che si svolgono ogni autunno a Vostok mirano a contrastare eventuali invasioni o minacce militari provenienti dalla Siberia o dall’Estremo Oriente, secondo Alexander Gabuev, esperto di rapporti tra Russia e Cina del Camergie Moscow Center. Per molti anni, l’Estremo Oriente ha incluso anche la Cina, che la Russia considerava un potenziale avversario. Quest’anno il messaggio di Mosca è chiaro e diverso: Pechino non viene più vista come un nemico possibile.

La Cina ha già partecipato a diverse esercitazioni congiunte con la Russia, comprese alcune navali e alcune simulazioni di difesa missilistica, ha sottolineato Gabuev nella sua analisi, partecipando quasi sempre con armi di importazione russa, come i sistemi S-300 e S-400, che, secondo le preoccupazioni statunitensi, potrebbero rappresentare una minaccia per i Paesi NATO.

La Cina, dal suo canto, vuole imparare dall’esperienza militare della Russia, che ritiene essere molto ricca nella conduzione di operazioni di combattimento sul campo, secondo quanto dichiarato dal generale Shao Yuanming, vice direttore del Dipartimento Joint Staff della Commissione Militare Centrale cinese. Inoltre, per Pechino il nuovo picco raggiunto dalla cooperazione sino-russa rappresenta anche un’occasione per migliorare la sinergia nell’anti-terrorismo, soprattutto guardando alla regione del Xinjiang, nella Cina occidentale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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