USA: nuove sanzioni contro due compagnie nordcoreane

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 6:01 in Corea del Nord USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro due compagnie nordcoreane in Cina e in Russia.

Il Dipartimento del Tesoro americano ha riferito che si tratta di due compagnie sorelle di information technology (IT), la Volasys Silver Star e la China Silver Star, entrambi controllate da Pyongyang. In particolare, ad avviso del Tesoro, l’amministratore delegato di quella cinese, Jong Song Hwa, avrebbe commesso alcune violazioni. “Le nostre azioni mirano a fermare il flusso illecito di denaro verso la Corea del Nord da parte di lavoratori delle due compagnie di information technology che nascondono le loro vede identità”, ha spiegato il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, mettendo in guardia l’industria IT di prendere precauzioni.

La CNN riferisce che l’annuncio del Tesoro costituisce l’ultimo sforzo degli USA per esercitare pressione sulla Corea del Nord, affinché abbandoni il proprio programma nucleare e missilistico. Ufficiali della Casa Bianca hanno reso noto che, finora, non è stato effettuato alcun processo in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana. Inoltre, ad avviso del Pentagono, Pyongyang sta adottando regolarmente tattiche per evadere le sanzioni dell’Onu, attraverso trasferimenti da nave a nave, quando gli USA e i suoi alleati hanno lavorato duramente per eliminare tali traffici. Alla luce di ciò, Mnuchic ha riferito che gli Stati Uniti continueranno ad adottare sanzioni fino a quando non otterranno la denuclearizzazione totale della Corea del Nord. Recentemente, l’Onu ha notato che i guadagni dei lavoratori nordcoreani all’estero stanno contribuendo a sviluppare il programma di Pyongyang.

Tali sanzioni sono state annunciate a pochi giorni di distanza dalla lettera “positiva” che il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha inviato al presidente Donald Trump, in cui ha promesso di completare la denuclearizzazione al più presto, e ha chiesto un nuovo incontro con il capo della Casa Bianca. I due leader si erano incontrati per la prima volta il 12 giugno scorso, nello storico meeting di Singapore, durante il quale avevano firmato un documento congiunto per rilanciare le relazioni ed effettuare la totale denuclearizzazione della penisola coreana. Le negoziazioni diplomatiche, tuttavia, erano entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord. Successivamente, alla fine di agosto, la Corea del Sud ha poi reso noto che avrebbe inviato i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi. Nel corso di tale incontro, Kim Jong-un ha dichiarato di voler completare la denuclearizzazione della penisola coreana entro la fine del mandato di Trump, prevista per l’inizio del 2021. Nell’occasione, è stato altresì concordato un nuovo meeting con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 18-19 settembre.

L’aumento dei test missilistici nucleari da parte del governo di Pyongyang, durante il 2017, aveva preoccupato la comunità internazionale, che ha imposto una serie di sanzioni sul Paese asiatico, nel tentativo di convincerlo a porre fine al suo programma nucleare e sedersi al tavolo delle trattative. La situazione è cominciata a cambiare quando, durante il suo discorso di fine anno, Kim ha espresso il desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali, che si sono tenute in Corea del Sud a febbraio 2018. Tale azione ha permesso di ristabilire inizialmente i contatti fra Pyongyang e Seoul, che ha portato allo stabilimento di un contatto diplomatico del regime di Kim con Washington, fino allo storico incontro del 12 giugno.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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