USA: ex segretario di Stato accusato di incontrare funzionari iraniani

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 10:48 in Iran USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha criticato il suo predecessore, John Kerry, per aver tenuto una serie di incontri con alcuni funzionari iraniani, accusandolo di voler danneggiare la politica dell’amministrazione Trump nei confronti di Teheran.

Durante una intervista radiofonica per Fox News, l’ex segretario di Stato aveva dichiarato che, dalla fine del suo mandato, terminato a gennaio 2017, aveva incontrato “tre o quattro volte” il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif. Kerry aveva altresì accusato l’amministrazione Trump di perseguire una politica estera volta a cambiare il regime in Iran, ipotesi fortemente respinta da Pompeo.

L’attuale segretario di Stato, in occasione di una conferenza stampa tenutasi venerdì 14 settembre, ha dichiarato che il comportamento di Kerry è inopportuno e senza precedenti, oltre a essere incoerente con la politica estera che gli Stati Uniti stanno perseguendo al momento.

Era stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a denunciare il comportamento di Kerry, giovedì 13 settembre, attraverso un post pubblicato su Twitter. “John Kerry ha tenuto una serie di incontri illegali con l’ostile regime iraniano, che possono servire solamente per invalidare il nostro grande lavoro, ai danni del popolo americano. Kerry ha detto loro di aspettare la fine dell’amministrazione Trump! Non era registrato al Foreign Agents Registration Act? Terribile” ha commentato il leader della Casa Bianca.

La legge citata da Trump, nota anche con l’acronimo FARA, richiede che qualsiasi persona che funga da agente per una potenza estera debba rendere nota la relazione con il governo estero e divulgare le informazioni relative alle attività e alle finanze spese a supporto di tali operazioni. L’obiettivo è quello di facilitare la valutazione, da parte del governo e del popolo statunitense, delle dichiarazioni e delle attività di tale persona.

Subito dopo i commenti di Pompeo, Kerry ha pubblicato un post su Twitter, diretto a Trump: “Signor presidente, dovrebbe essere preoccupato più per gli incontri di Paul Manafort con Robert Mueller, che per i miei col ministro degli Esteri dell’Iran”. L’ex segretario si riferisce all’ex direttore della campagna elettorale di Trump che, venerdì 14 settembre, ha acconsentito a cooperare all’indagine federale volta a fare chiarezza per quanto riguarda l’influenza della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

Un portavoce di Kerry, inoltre, ha aggiunto che non è insolito né inappropriato, per un ex diplomatico, incontrare le sue controparti estere. “Quello che è invece inopportuno e senza precedenti è vedere il Dipartimento di Stato essere coinvolto in drammi politici” ha aggiunto il portavoce.

Kerry era stato uno dei protagonisti della firma dell’accordo nucleare con l’Iran del 2015, noto anche come Joint Comprehensive Plan of Action. Tale patto era stato firmato il 14 luglio 2015 a Vienna da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. L’intesa prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali imposte sulla Repubblica Islamica, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione Trump, tuttavia, l’accordo non è riuscito a privare l’Iran dei mezzi necessari per sviluppare un’arma atomica e nemmeno a interrompere la sua ingerenza sui Paesi vicini del Medio Oriente. Per tali ragioni, l’8 maggio gli Stati Uniti avevano notificato il loro recesso dall’accordo e, 3 mesi dopo, il 7 agosto, avevano reintrodotto sanzioni dirette su 3 importanti settori dell’economia iraniana: quello siderurgico, quello automobilistico e quello finanziario. In particolare, le misure restrittive limitano l’accesso alle materie prime e alle parti essenziali e colpiscono le transazioni in dollari, rial, oro e metalli preziosi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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