Stati Uniti: Russia ostacola sanzioni nordcoreane

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 10:58 in Russia USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha accusato la Russia di portare avanti azioni volte a ostacolare le sanzioni internazionali contro la Corea del Nord, e ha affermato che il rafforzamento delle stesse è vitale per convincere Pyongyang a rinunciare al suo arsenale nucleare.

Nella giornata di venerdì 14 settembre, durante una conferenza stampa tenutasi presso il Dipartimento di Stato americano, Pompeo ha affermato che la Russia sta “attivamente” cercando di minare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare il lavoro del comitato che, in seno all’Onu, lavora per valutare l’ottemperanza delle sanzioni. Il segretario di Stato americano si è inoltre detto speranzoso che tale organo pubblichi il documento originale inerente alla Corea del Nord come, in principio, aveva esternato di voler fare; tale documento, secondo Pompeo, “mostra chiaramente attività correlate alle sanzioni e alle violazioni delle stesse” da parte di Mosca. “Gli Stati Uniti sono più che mai impegnati nel rafforzare queste risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Crediamo che esse siano cruciali al fine di potenziare gli sforzi del presidente Trump per convincere il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che è necessario attuare una denuclearizzazione totale e definitiva”, ha spiegato Pompeo durante la riunione con i media, aggiungendo che Washington sta tuttora continuando a intrattenere “numerosi dialoghi” con i nordcoreani in merito a come portare avanti le operazioni e tenere fede a tutti gli impegni presi in occasione del vertice del 12 giugno, nel quale Kim e Trump si sono incontrati per la prima volta, destando sul panorama internazionale nuove speranze di distensione delle relazioni bilaterali.

In seno alle Nazioni Unite, né la missione diplomatica russa né quella nordcoreana hanno voluto replicare alle parole pronunciate da Pompeo. Le preoccupazioni del segretario di Stato degli USA fanno eco a quelle esternate da Nikki Haley, ambasciatrice americana presso l’Onu, la quale, nella giornata di giovedì 13 settembre, aveva accusato Mosca di cercare di coprire le violazioni russe delle sanzioni alla Corea del Nord facendo pressioni per far modificare il rapporto indipendente redatto dal comitato apposito, che conteneva prove circa la non ottemperanza delle misure punitive contro Pyongyang da parte di Mosca.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà, lunedì 17 settembre, su richiesta degli Stati Uniti, per discutere l’implementazione delle sanzioni su Pyongyang, e dovrà decidere se pubblicare il rapporto emendato o meno. Se da una parte Mosca e Pechino stanno cercando di alleggerire le sanzioni su Pyongyang a partire da adesso, Washington e altri membri del Consiglio esigono invece un’osservanza più severa delle misure prese contro la Corea del Nord finché la denuclearizzazione non sarà completata.

Nella giornata di giovedì 13 settembre, Washington aveva annunciato nuove sanzioni contro due compagnie nordcoreane in Cina e in Russia, la Volasys Silver Star e la China Silver Star, entrambe controllate da Pyongyang e accusate di spostare fondi illeciti dalle sedi verso la Corea del Nord, non ottemperando alle sanzioni Onu.

Tali sanzioni sono state imposte a pochi giorni di distanza da una lettera “positiva” che Kim aveva inviato al presidente Trump, in cui prometteva di completare la denuclearizzazione al più presto e chiedeva un nuovo incontro con il capo della Casa Bianca. Nello storico meeting di Singapore, i due leader avevano firmato un documento congiunto per rilanciare le relazioni ed effettuare la totale denuclearizzazione della penisola coreana, tuttavia le negoziazioni diplomatiche erano entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord. Successivamente, alla fine di agosto, la Corea del Sud aveva reso noto che avrebbe inviato i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi. Nel corso di tale incontro, Kim Jong-un aveva dichiarato di voler completare la denuclearizzazione della penisola coreana entro la fine del mandato di Trump, prevista per l’inizio del 2021. Nell’occasione, era stato altresì concordato un nuovo meeting con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 18-19 settembre.

L’aumento dei test missilistici nucleari da parte del governo di Pyongyang, durante il 2017, aveva preoccupato la comunità internazionale, che ha imposto una serie di sanzioni sul Paese asiatico, nel tentativo di convincerlo a porre fine al suo programma nucleare e sedersi al tavolo delle trattative. La situazione è cominciata a cambiare quando, durante il suo discorso di fine anno, Kim ha espresso il desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali, che si sono tenute in Corea del Sud a febbraio 2018. Tale azione ha permesso di ristabilire inizialmente i contatti fra Pyongyang e Seoul, che ha portato allo stabilimento di un contatto diplomatico del regime di Kim con Washington, fino allo storico incontro del 12 giugno.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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