Palestina: gli Stati Uniti non presenteranno alcun piano di pace israelo-palestinese

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 18:13 in Israele Palestina USA e Canada

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Un funzionario palestinese ritiene che gli Stati Uniti non presenteranno a breve il loro piano per la pace tra Israele e Palestina, ma stanno cercando altresì di cambiare unilateralmente i termini di riferimento per una futura proposta.

Saeb Erekat, il capo delle trattative palestinesi, ha riportato lo scetticismo del popolo del suo Paese, degli Stati arabi e degli analisti, aggiungendo che l’amministrazione Trump sta prendendo le parti di Israele riguardo le problematiche alla base del conflitto tra con la Palestina, mandando a monte ogni possibilità di pace nel Medio Oriente.

Gerusalemme è una delle principali problematiche del conflitto fra i due popoli mediorientali. Entrambe le parti rivendicano la Città Santa come loro capitale e la mossa del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscerla come capoluogo di Israele aveva oltraggiato i palestinesi, che da allora stanno boicottando tutti i tentativi di pace sponsorizzati da Washington e portati avanti dal genero del leader della Casa Bianca, Jared Kushner. Inoltre, gli Stati Uniti hanno deciso di tagliare tutti i fondi destinati ad aiutare i palestinesi e di chiudere l’ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina nella capitale statunitense.

Secondo Erekat, sembra che gli Stati Uniti abbiano accettato la posizione di Israele su altre problematiche principali del conflitto, incluso il destino di milioni di rifugiati della Palestina risalenti alla guerra del 1948 e gli insediamenti israeliani presenti su alcuni territori che i palestinesi ritengono parte del loro futuro Stato indipendente.

Nonostante ciò, l’inviato per il Medio Oriente di Trump, Jason Greenblatt, ha dichiarato che, una volta proposto il piano di pace, Washington sarà pronta ad ascoltare le critiche di Israele, sottolineando che entrambi i Paesi devono aspettarsi parti dell’accordo che gradiranno e parti con le quali non saranno d’accordo. Greenblatt ha spiegato che i negoziatori statunitensi sono entrati nella fase di pre-lancio del piano di pace, nonostante il boicottaggio dei leader palestinesi, ma non ha specificato le tempistiche. Nei lavori per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese non si parla della creazione dello Stato della Palestina, obiettivo che invece era previsto nelle precedenti trattative, collassate nel 2014.

Dopo aver letto un’intervista a Kushner pubblicata dal New York Times, dove il funzionario statunitense ha dichiarato che le ultime mosse statunitensi nei confronti dei palestinesi rafforzeranno il raggiungimento della pace nell’area, Nabil Abu Rudeinah, il portavoce del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha dichiarato che tali affermazioni riflettono “l’ignoranza della realtà del conflitto israelo-palestinese”. Rudeinah ha dichiarato che la pace potrà essere raggiunta solamente attraverso una soluzione a due Stati, con Gerusalemme Est riconosciuta come capitale della Palestina, nel rispetto delle leggi internazionali. Il portavoce di Abbas ha altresì dichiarato che il popolo palestinese non si piegherà a pressioni, sanzioni o ricatti politici.

Nonostante più di una volta, negli ultimi mesi, Abbas abbia respinto e boicottato qualsiasi piano di pace statunitense, l’uomo ha altresì sostenuto che sarà disposto ad ascoltare le proposte di Washington se Trump riconoscerà Gerusalemme Est come capitale dello Stato della Palestina e sosterrà la soluzione a due Stati. Da parte sua, il leader della Casa Bianca ha dichiarato che supporterà qualsiasi decisione congiunta di Israele e Palestina relativa alla spartizione del territorio.

Il popolo palestinese vuole stabilire il proprio Stato in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est, che ne diventerebbe la capitale. Gli israeliani presero il controllo di tali territori nella guerra del 1967 e unirono Gerusalemme Est al resto della città, in una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. Israele considera tutta la Città Santa sua capitale. I palestinesi hanno un controllo limitato della Cisgiordania, ma Israele controlla la maggior del territorio e vi sta espandendo i suoi insediamenti, considerati illegali dalla maggior parte dei Paesi del mondo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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