Iran: attacco curdo a ambasciata a Parigi, polizia francese lenta a reagire

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 18:38 in Francia Iran

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L’Iran ha reso noto che, sabato 15 settembre, attivisti curdi hanno attaccato la sua ambasciata a Parigi, e ha accusato la polizia francese di essere arrivata troppo tardi sul posto.

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha divulgato la notizia di un’aggressione condotta, nella giornata di sabato, da 15 attivisti curdi, i quali hanno incendiato la bandiera iraniana posta davanti alla missione diplomatica e hanno rotto alcune finestre lanciando pietre. Inoltre, sempre secondo Fars, gli attivisti hanno lanciato estintori e computer contro l’inferriata del cancello cercando di accedere al luogo, ma non sono riusciti a entrare. Le forze dell’ordine di Parigi hanno più tardi confermato di aver risposto a un incidente sopravvenuto presso l’ambasciata iraniana nel pomeriggio di sabato, ma non hanno commentato la rapidità della loro reazione.

 “Il governo francese dovrebbe prendere tutte le misure necessarie a proteggere le missioni diplomatiche iraniane nel Paese”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Bahram Qasemi, in seguito alla vicenda. Qasemi ha poi aggiunto: “Sfortunatamente, la polizia francese non è arrivata sulla scena in tempo come ci aspettavamo, sebbene gli aggressori fossero membri di un’organizzazione terroristica”. Le parole del portavoce, il quale ha infine precisato che alcuni degli attivisti coinvolti sono stati arrestati, sono state riportate dall’agenzia di stampa IRNA.

La polizia parigina ha riferito a Reuters che gli ufficiali incaricati hanno arrestato una dozzina di individui all’esterno dell’ambasciata iraniana, ma che essi sono stati poi rilasciati in quanto la missione diplomatica non ha voluto sporgere denuncia contro di loro. Tuttavia, Qasemi ha commentato che l’Iran ha espressamente richiesto alla Francia di processare e punire i terroristi, e di informare il governo di Teheran in merito al verdetto definitivo.

L’Iran ha già accusato in precedenza la Francia di sostenere i gruppi di opposizione che tentano di rovesciare la Repubblica Islamica al governo e che sono considerati dalle autorità iraniane come membri di organizzazioni terroristiche a tutti gli effetti. Parigi finora ha sempre respinto tali accuse.

La Francia ha già informato i propri diplomatici e funzionari del ministero degli Esteri di posporre a data da definire ogni viaggio non essenziale verso l’Iran, adducendo a motivazione un irrigidimento delle disposizioni di Teheran verso Parigi. Il Paese ha inoltre avviato un’indagine in merito a un complotto sventato e volto a far esplodere una bomba durante un comizio tenuto non lontano da Parigi da un gruppo di opposizione iraniano bandito da Teheran; a tale raduno, avvenuto il 30 giugno scorso, aveva presenziato anche l’avvocato del presidente americano Donald Trump, Rudy Giuliani. Un diplomatico iraniano era stato successivamente arrestato in Germania in relazione a tale complotto.

Qualsiasi raffreddamento delle relazioni bilaterali Teheran-Parigi rischia di avere più ampie e gravi ripercussioni per l’Iran, in quanto la Francia, in seguito all’abbandono degli Stati Uniti, voluto da Trump e ultimato nel mese di maggio 2018, è stata uno dei Paesi occidentali più attivi nella difesa dell’accordo sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) stipulato tra l’Iran e le altre principali potenze mondiali il 14 luglio 2015.

Quanto alla situazione attuale tra Iran e dissidenti curdi, l’ultimo episodio di tensione risale a sabato 8 settembre, giorno in cui il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane ha attaccato, lanciando 7 missili, la base militare di un gruppo di opposizione armata di curdi iraniani stanziata nell’Iraq settentrionale, causando la morte di almeno 11 persone e il ferimento di molte altre.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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