Gli Stati Uniti hanno tagliato tutti i fondi destinati ai palestinesi

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 16:46 in Palestina USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno tagliato tutti i programmi volti a riconciliare palestinesi e israeliani, fermando così del tutto il flusso di fondi statunitensi destinati ai civili della Palestina.

La Casa Bianca ha deciso di non sostenere più le attività di coesistenza appartenenti al Conflict Management and Mitigation Program (CMM), un programma creato nel 2014 dal senatore Patrick Leahy, volto a gestire le problematiche e a riconciliare le differenze tra palestinesi e israeliani, promuovendo la comprensione e la fiducia tra le due parti attraverso diverse attività. Tale programma è portato avanti da USAID, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale che si preoccupa della lotta alla povertà globale e di consentire alle democrazie di migliorare le proprie potenzialità. In totale, ogni anno il CMM riceve 26 milioni di dollari dal Congresso, di cui 10 milioni sono destinati ai programmi di riconciliazione israelo-palestinese. Leahy ha dichiarato che, tagliando tutti i fondi ai palestinesi, la Casa Bianca ha fallito nello sforzo diplomatico. “Non si porta avanti la pace eliminando i programmi designati a promuovere la tolleranza, la comprensione e la gestione congiunta dei problemi nell’area” ha dichiarato il senatore.

USAID, tuttavia, continuerà a sostenere i programmi volti alla riconciliazione degli ebrei israeliani e degli arabi. L’agenzia ha dichiarato che, attualmente, non è in grado di intraprendere attività con i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza, dopo la recente decisione dell’amministrazione Trump per quanto riguarda l’assistenza al popolo stesso. Nonostante ciò, USAID continuerà a sostenere la società civile per risolvere le problematiche all’interno di Israele.

Il taglio di tutti i fondi nei confronti dei civili palestinesi è promosso da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e suo consigliere senior per il Medio Oriente. Kushner sta lavorando a una proposta di pace tra Israele e Palestina, e sta cercando di ottenere la massima pressione sui palestinesi in vista dei negoziati. L’uomo ha altresì criticato l’Autorità Palestinese e il suo presidente, Mahmoud Abbas, per essersi rifiutati di sedersi al tavolo delle trattative, dopo che Trump, il 6 dicembre 2017, aveva riconosciuto Gerusalemme Est come capitale di Israele e vi aveva trasferito l’ambasciata statunitense.

In una intervista rilasciata al New York Times, Kushner ha dichiarato che gli ultimi tagli di fondi contro i palestinesi e la recente chiusura dell’ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) a Washington non danneggeranno il futuro accordo di pace con gli israeliani, ma altresì lo favoriranno. Tuttavia, secondo alcuni funzionari vicini ad Abbas, le misure statunitensi potrebbero portare all’aumento delle tensioni e allo scoppio di violenze nel Paese.

Il 24 agosto 2018, l’amministrazione Trump aveva annunciato che avrebbe ritirato circa 200 milioni di dollari destinati agli aiuti bilaterali per i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. Subito dopo, il 31 agosto, alcuni funzionari statunitensi avevano dichiarato che avrebbero posto fine ai fondi per l’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA). Inoltre, gli Stati Uniti hanno tagliato altresì 25 milioni di dollari in fondi destinati agli ospedali di Gerusalemme Est, frequentati per la maggior parte da palestinesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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