La Spagna rettifica e vende le bombe all’Arabia Saudita

Pubblicato il 14 settembre 2018 alle 15:28 in Arabia Saudita Spagna

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Il governo spagnolo cambia idea e afferma che consegnerà le 400 bombe di precisione all’Arabia Saudita. “Non ci sono ragioni per annullare il contratto” – ha dichiarato il ministro degli esteri Josep Borrell intervenendo ad un programma radiofonico dell’emittente Onda Cero. 

La decisione del governo di Pedro Sánchez è volta a salvare il contratto con i sauditi per la costruzione di cinque corvette nei cantieri navali dell’impresa pubblica Navantia, nella baia di Cadice e, quindi, i 6.000 posti di lavoro che dipendono da questo contratto e che dalla scorsa settimana erano a rischio quando il Ministero della Difesa ha annunciato la decisione di sospendere la consegna delle bombe. Al di là delle proteste sindacali nei porti di Cadice e San Fernando, Madrid temeva che, annullando un contratto di 9,2 milioni di euro per le bombe, spingesse Riyad ad annullare quello da 1,8 miliardi per le corvette.

Le autorità saudite si erano dette “stupite” della decisione di Madrid, di cui Riyad è uno dei principali clienti in tema di armamenti, e avevano lasciato intendere che la decisione spagnola avrebbe rimesso in discussione tutti i contratti tra i due paesi.

Fino a giovedì 13 settembre il ministro della difesa Margarita Robles ha difeso la legittimità della decisione di sospendere la vendita delle bombe, essendo fondati i sospetti che l’Arabia Saudita le avrebbe utilizzate nei bombardamenti sullo Yemen. Alla fine le pressioni della presidente dell’Andalusia Susana Díaz, che potrebbe dover convocare elezioni anticipate, per la salvaguardia dei 6000 posti di lavoro hanno spinto Sánchez a sconfessare Margarita Robles.

Il governo nega di avere sconfessato il ministro Robles, assicurando che è sempre stato chiaro che la decisione finale non fosse del Ministero della Difesa, ma di una commissione interministeriale in cui erano rappresentati sei dicasteri. Per questo motivo, l’annuncio della Difesa di paralizzare la vendita è stato definito “una semplice dichiarazione di intenti” e che è stata la commissione che ha dovuto fare uno studio dettagliato della situazione e decidere su tutte le variabili prima di stabilire che la vendita delle bombe a Riyad poteva andare avanti.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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