Italiano, presunto militante dell’ISIS, arrestato in Siria

Pubblicato il 14 settembre 2018 alle 12:31 in Italia Siria

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I combattenti curdi stanziati nel nord della Siria, giovedì 14 settembre, hanno arrestato un presunto membro dello Stato Islamico di nazionalità italiana mentre cercava di fuggire attraverso il confine con la Turchia.

L’italiano è attualmente in custodia, subendo un interrogatorio. “Il suo destino sarà determinato alla fine delle indagini” secondo le dichiarazioni delle Syrian Democratic Forces (SDF). Tutte le procedure sono frutto della cooperazione con la coalizione internazionale, la quale include anche l’Italia. Le forze responsabili per l’arresto sono People’s Protection Units, le quali costituiscono la maggior parte delle SFD, cioè l’alleanza di curdi e arabi, decisi a combattere contro l’ISIS, con il sostegno statunitense.

Le People’s Protection Units curde hanno già catturato diversi combattenti stranieri arruolati nell’ISIS, da quando il califfato jihadista è crollato. A conferma di ciò, il 27 agosto, il mercenario Semir Bogana è stato catturato nel corso di un’operazione speciale delle unità antiterrorismo curde, mentre anche lui era in fuga verso la Turchia. Bogana, cittadini italiano, anche noto come Abu Hureyre al Muhajir o Abu Abdullah al Muhajir, era altresì responsabile per alcune spedizioni di armi all’ISIS.

Tra i detenuti più sanguinari catturati dai contingenti curdi troviamo Alexanda Amon Kotey e El Shafee el-Sheikh, 2 sopravvissuti di un’unità dello Stato Islamico, originariamente composta 4 uomini, responsabile per aver torturato e poi decapitato alcuni giornalisti stranieri. L’unità era stata soprannominata “The Beatles” a causa della comune nazionalità inglese. Anche diversi francesi appartenenti allo Stato Islamico, tra cui Adrien Guihal, Emilie Konig e Thomas Barnouin, sono stati arrestati dopo la caduta di Raqqa, avvenuta nell’ottobre 2017.

Il destino dei militanti di nazionalità straniera catturati all’estero è un argomento controverso. Non è altresì chiaro se essi debbano essere riconsegnati alle loro autorità nazionali in quanto alcuni Paesi sembrano non voler accettare cittadini estradati che hanno combattuto nell’ISIS in Siria. Nonostante ciò, nel mese di agosto, 2 americani accusati di sostenere lo Stato Islamico sono stati consegnati alle autorità statunitensi dalle SDF. Sulla stessa linea, anche alcuni jihadisti libanesi sono stati trasferiti a Beirut dopo la cattura.

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Alice Bellante

di Redazione

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