Egitto “congela” asset di oltre 1.300 associazioni legate alla Fratellanza Musulmana

Pubblicato il 13 settembre 2018 alle 6:01 in Africa Egitto

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L’Egitto ha annunciato il congelamento degli asset di più di 1.000 associazioni caritatevoli legate alla Fratellanza Musulmana.

La decisione è stata presa da un comitato giuridico martedì 11 settembre, il quale ha emesso un comunicato in cui ha reso noto che 1.133 associazioni benefiche e altre entità di proprietà della Fratellanza Musulmana sono state congelate, insieme ai contri di 1.589 membri dell’organizzazione, considerata fuorilegge in Egitto. Tra queste sono include 118 compagnie, 104 scuole, 69 ospedali e 33 siti internet.

Da quando il presidente Abdel Fattah al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, il suo governo ha mostrato il pugno di ferro, vietando le proteste non autorizzate e imprigionando migliaia di persone per reprimere massicciamente ogni forma di dissenso. Dalla cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 3 luglio 2013, le autorità egiziane hanno iniziato a lanciare una dura repressione contro la Fratellanza Musulmana, dichiarata organizzazione terrorista nel dicembre 2013, e contro tutti gli oppositori politici. Nel maggio 2018, l’Unione Europea aveva condannato l’Egitto per l’aumento del numero di arresti di attivisti anti-governativi, dalle elezioni del 26 marzo 2018, quando al-Sisi si è riconfermato presidente del Paese. Le organizzazioni per i diritti umani e gli attivisti politici hanno costantemente accusato al-Sisi di violare le libertà civili e reprimere gli oppositori al suo governo. Secondo diversi gruppi umanitari, la repressione dell’esercito contro i sostenitori di Morsi ha provocato la morte di oltre 1.400 persone. Circa 22.000 sono state arrestate e almeno 200 di queste sono state condannate a morte in processi di massa.

Alle ultime elezioni presidenziali, tenutesi dal 26 al 28 marzo 2018, il presidente al-Sisi si è aggiudicato il secondo mandato gareggiando contro un unico candidato, Moussa Mustafa Moussa, relativamente sconosciuto e già convinto sostenitore del suo governo. Tutti gli altri oppositori politici, al contrario, si erano ritirati prima della chiusura delle registrazioni dei candidati, avvenuta il 29 gennaio.

Il 9 settembre, il neo Alro commissario per i diritti umani dell’Onu, Michelle Bachelet, ha invitato la corte d’appello dell’Egitto a revocare le condanne a morte di massa emesse da un tribunale di grado inferiore, in seguito a quello che ha definito un “processo iniquo“. La scorsa settimana, un tribunale egiziano sabato ha condannato a morte 75 persone, tra cui i leader eminenti della Fratellanza Musulmana, Essam el-Erian e Mohammed Beltagi, per un sit-svoltosi nel 2013, che concluse con l’uccisione di centinaia di manifestanti da parte delle forze di sicurezza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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