Putin: Trattato di Pace con il Giappone entro fine anno

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 18:21 in Giappone Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Vladimir Putin ha proposto di firmare un trattato di pace tra Russia e Giappone, al termine di un incontro bilaterale con il premier giapponese Shinzo Abe, a margine della riunione plenaria del Forum Economico Orientale, che quest’anno si tiene nella capitale dell’estremo oriente russo Vladivostok con il tema “Estremo Oriente: estendendo i limiti delle possibilità”.

“Da settant’anni stiamo negoziando – ha dichiarato Vladimir Putin in conferenza stampa – Shinzo ha detto: “cambiamo approcci”.  Benissimo, facciamolo. Ecco che l’idea mi è venuta: facciamo un trattato di pace, non ora, ma entro fine dell’anno, senza precondizioni”. Il leader del Cremlino ha definito il Giappone “partner naturale” della Russia, sottolineando il desiderio di Mosca di sviluppare e migliorare le relazioni con Tokyo.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, a sua volta, ha dichiarato che per Mosca e Tokyo è necessario smettere di creare difficoltà “ai nostri figli e ai nostri nipoti a causa di questa situazione di stallo, in cui convogliamo le difficoltà delle generazioni precedenti”.

“Signor presidente Putin,  ancora una volta confermiamo la nostra volontà, le nostre intenzioni di fronte a numerosi testimoni, prima di tutto questo pubblico. Se non lo facciamo ora, quando? Se non lo facciamo noi, chi lo farà, oltre a noi?” – ha affermato il premier di Tokyo. Il portavoce del governo nipponico, tuttavia, ha sottolineato che senza Curili meridionali non vi sarà alcun trattato di pace. 

Il dialogo tra Russia e Giappone per molti anni è stato ostacolato dalla mancanza di un trattato di pace tra l’Unione Sovietica e l’Impero del Sol levante al termine della seconda guerra mondiale. Il Giappone rivendica le isole di Kunashiri, Shikotan, Iturup e Habomai,  facendo riferimento al Trattato per il commercio e ai confini del 1855. La restituzione delle isole è la condizione che Tokyo considera previa a qualunque trattato di pace con la Russia, che dopo la Seconda guerra mondiale non è mai stato firmato.

Nel 1956, URSS e Giappone hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui Mosca accetta di prendere in considerazione la possibilità di trasferire Habomai e Shitokan dopo la conclusione di un accordo di pace, mentre non si fa riferimento alle altre due isole. L’URSS riteneva il documento mettesse fine alla controversia, mentre per il Giappone il documento è solo una parte della soluzione del problema. I successivi colloqui non hanno portato a nulla.

Tokyo ritiene che le isole siano state occupate da Mosca dopo la fine della guerra e quindi debbano essere restitutie. La posizione di Mosca è che, al contrario, le isole Curili meridionali sono entrate a far parte dell’URSS alla fine della Seconda guerra mondiale e che la Russia, come stato erede dell’Unione Sovietica, detiene legittimamente la sovranità sulle quattro isole. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.