Parlamento europeo condanna Orban: voto a favore delle sanzioni contro Ungheria

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 16:31 in Europa Ucraina

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Il Parlamento europeo ha deciso di punire l’Ungheria per aver indebolito le istituzioni democratiche e per minato lo stato di diritto.

Si tratta della prima volta in cui un Parlamento avvia un processo disciplinare nei confronti di uno dei membri dell’Unione Europea, previsto dall’Articolo 7 del Trattato di Lisbona, il quale sancisce la possibilità di punire gli Stati che non rispettano i valori fondanti dell’UE. Il voto, commenta la CNN, riflette la contrarierà di gran parte dell’Europa nei confronti delle politiche migratorie particolarmente rigide del premier ungherese, Viktor Orban, ad avviso del quale le sanzioni politiche contro l’Ungheria costituiscono il primo caso in cui “una comunità condanna le proprie guardie di frontiera”.

A finire nel mirino del Parlamento Europeo, oltre alle politiche sulle migrazioni, sono state anche quelle riguardanti i media e la corruzione. In particolare, i temi che hanno provocato la condanna internazionale nei confronti di Budapest sono stati il sistema elettorale, la libertà dei media, l’indipendenza della magistratura, il trattamento dei rifugiati e dei richiedenti asilo e i limiti nel funzionamento delle organizzazioni non governative. Il Washington Post sottolinea come, nonostante Orban sia riuscito per anni a proteggere il suo Paese, deviando con successo la condanna internazionale, è giunto ad un punto di non ritorno, dal momento in cui le critiche sono cresciute anche all’interno del Partito Popolare Europeo (PPE), di cui fa parte anche il suo partito, Fidesz.

Durante il dibattito precedente alle votazioni di mercoledì 12 settembre, Orban aveva difeso il proprio Paese, affermando che, qualunque decisione sarebbe stata presa, l’Ungheria non avrebbe ceduto alle estorsioni e avrebbe difeso i suoi confini, fermato l’immigrazione illegale e protetto i suoi diritti. Le sanzioni sono passate con 448 favorevoli, 192 contrari e 48 astensioni, raggiungendo i 2/3 della maggioranza necessari.

Il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, ha espresso dubbi riguardo ai risultati, dichiarando che i rappresentanti politici a favore dell’immigrazione sono “così disperati da punire l’Ungheria per la sua posizione. Da quando il partito Fidesz di Orban, populista e di estrema destra, è salito al potere nel 2010, confermandosi nuovamente alle elezioni dello scorso aprile, è divenuto oggetto di critiche internazionali per le politiche rigide nei confronti dell’immigrazione. Fino ad oggi, Orban aveva sempre evitato l’imposizione di sanzioni da parte dell’UE ma, dopo il discorso infuocato tenuto prima delle votazioni a Strasburgo, in cui ha riferito che le affermazioni contro le politiche ungheresi “ricatti”, è stato la spinta definitiva verso l’avvio del processo disciplinare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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