Russiagate: emergono novità per l’Ucraina

Pubblicato il 11 settembre 2018 alle 19:15 in Russia Ucraina

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Nell’ambito del processo nei confronti di Paul Manafort, che fa parte della più ampia indagine del procuratore Robert Mueller sulla presunta interferenza russa nelle elezioni americane, è stata resa pubblica, il 5 settembre, una lista di possibili testimoni, che comprende personalità che hanno cooperato o si sono opposte alle attività dell’imputato. Tra i nomi figurano alcuni alti funzionari del Paese, tra cui l’ex Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

Tra i potenziali testimoni c’è Rick Gates, ex socio di Manafort, che, inizialmente accusato, è poi ricorso ad un patteggiamento per collaborare con Mueller. Vi è anche Sam Patten, consulente politico che, secondo la ricostruzione del Kyiv Post, si è dichiarato colpevole di non essersi registrato come lobbista per conto del blocco di opposizione, la scorsa settimana.

Nella lista figurano anche i nomi di 27 personaggi politici ucraini. Il Kyiv Post ha messo in luce alcune implicazioni interessanti che questo elenco ha, sostenendo che i nomi elencati illustrano quanti ex funzionari di Yanukovych sono rimasti in posizioni chiave del Governo di Kiev anche dopo la rivoluzione dell’Euro Maidan, o sono stati addirittura promossi, contribuendo a finalizzare l’accordo di associazione con l’Unione Europea sotto la presidenza di Petro Poroshenko. Ricordiamo che il rifiuto di Yanukovich di portare avanti le trattative con Bruxelles fu alla base della rivoluzione che ne provocò l’estromissione. Una data importante a questo proposito è il 29 novembre 2018, giorno in cui ebbe luogo il vertice di Vilnius, in occasione del quale Yanukovich decise di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Il leader di Kiev preferì optare per una cooperazione più stretta con la Russia. Da quel momento ebbero inizio le manifestazioni, il cui esito fu la cacciata di Yanukovyč il 22 febbraio 2014, quando la presidenza venne affidata a Oleksandr Turchynov, per poi passare a Poroshenko.

Nel corso del processo i procuratori hanno pianificato di delineare i rapporti tra l’ex responsabile della campagna elettorale di Trump con il Partito delle Regioni, la formazione filo-russa di Viktor Yanukovych. Secondo le ricostruzioni del Kyiv Post, i problemi di Manafort legati all’Ucraina sono iniziati nel 2016, quando Serhiy Leshchenko, giornalista e parlamentare membro del Blocco Petro Poroshenko, ha dichiarato di aver scoperto un registro compilato a mano e appartenente al Partito delle Regioni, che presumibilmente riportava pagamenti illegali effettuati dal partito durante le campagne elettorali. Il 14 agosto 2016, il New York Times mise in luce che i registri riportavano dei pagamenti non dichiarati in favore di Manafort, che ammontavano a 12.7 milioni di dollari, effettuati dal 2007 al 2012. Altri funzionari che secondo il Kyiv Post erano inclusi nel registro ed hanno quindi ricevuto dei pagamenti, sono il capo della commissione elettorale, Mykhaylo Okhendovsky, l’ex ministro degli Esteri Leonid Kozhara e due ex deputati del Partito delle Regioni, Yevgeny Geller e Vitaliy Kalyuzhnyy. Tutte queste persone compaiono nella lista ei potenziali testimoni pubblicata il 5 settembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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