Perché Xi Jinping non è andato in Corea del Nord

Pubblicato il 11 settembre 2018 alle 6:47 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente Xi Jinping non ha preso parte alle celebrazioni per il 70esimo anniversario della fondazione della Corea del Nord, il 9 settembre. Al suo posto, era presente una delegazione di ufficiali cinesi capitanata da Li Zhanshu, membro del Comitato Centrale del Politburo del Partito Comunista Cinese. Quali sono le ragioni dietro la decisione di Xi Jinping di inviare un messaggio di auguri da Pechino senza avvicinarsi a Pyongyang di persona?

Secondo alcuni analisi, una ragione sarebbe quella di voler evitare di esasperare ulteriormente le tensioni con gli Stati Uniti ed eventuali nuove provocazioni via Twitter del presidente Usa, Donald Trump. La presenza di Xi Jinping sul palco accanto a Kim Jong-un – soprattutto qualora quest’ultimo avesse deciso di far sfilare in parata i missili balistici intercontinentali, cosa che non è avvenuta – sarebbe stata fuori luogo e avrebbe rafforzato ulteriormente le accuse degli Stati Uniti che ritengono Pechino stia avendo un approccio troppo morbido nei confronti della Corea del Nord.

Questa interpretazione potrebbe, però, essere troppo semplicistica e non tiene conto della tradizione per cui, storicamente, sono stati spesso i componenti del Politburo ad andare in visita in Corea del Nord, in una sorta di diplomazia collettiva che risale all’epoca maoista. Negli ultimi anni, diverse delegazioni cinesi guidate dai membri del Politburo hanno fatto visita a Pyongyang rispettivamente nel 2010, 2013 e 2015.

Se il presidente Xi Jinping avesse deciso di recarsi di persona a Pyongyang si sarebbe trattato della prima volta dopo la visita storica dell’allora leader di Pechino Hu Jintao del 2005.

La mancata presenza del Presidente cinese – impegnato tra l’altro a Pechino con le delegazioni dei Paesi africani in Cina per il Forum sulla Cooperazione Cina-Africa – non deve però sminuire il valore della presenza di un alto funzionario del Comitato Centrale, uno dei 7 uomini piò importanti del Paese. Secondo l’analisi di Voice of America, è possibile che Liu Zhanshu fosse presente solo perché Pechino aveva ricevuto, in precedenza, da Pyongyang la garanzia che durante la parata non sarebbero apparsi missilisti balistici intercontinentali.

Il presidente Xi Jinping ha da parte sua inviato un messaggio a Pyongyang in cui richiama il tradizionale legame di buon vicinato e amicizia e la volontà della Cina di continuare a sviluppare la cooperazione con la Corea del Nord e augura al Paese uno sviluppo prospero, sotto la guida del suo leader.

Secondo l’analisi di Adam Cathcart, ricercatore di Storia Cinese all’Università di Leeds, dietro l’unità e la solidarietà sui due lati del confine sino-coreano permangono disaccordi e attualmente nessuna delle due parti sembra interessata ad apportare un ribilanciamento.

Per Xi Jinping e la Cina la Corea del Nord rappresenta una questione molto delicata, in cui Pechino deve cercare di tenere in equilibrio diversi aspetti. Il primo è il rapporto di amicizia che la lega a Pyongyang dagli anni ’50 del secolo scorso – quando la Cina è intervenuta in aiuto della Corea del Nord durante la Guerra di Corea – e che è strettamente connesso al secondo: l’esigenza di mantenere sicuro il confine sino-coreano e di tenerlo a distanza dall’influenza degli Stati Uniti presente in Corea del Sud. Il terzo aspetto riguarda l’attuale posizione della Cina sullo scenario internazionale e ancor più la percezione del suo Paese che il presidente Xi Jinping vuole dare al mondo: una Cina che percorre lo sviluppo pacifico e intende farsi garante della pace e della prosperità internazionale. Una posizione che è stata difficilmente conciliabile con quella di protettore della Corea del Nord, soprattutto durante il 2017, di fronte ai continui test nucleari e missilistici portati avanti da Pyongyang. La Cina ha applicato sanzioni rigide ai flussi commerciali da e verso la Corea del Nord per rispondere alle richieste di azione da parte della comunità internazionale, misure che gli Usa, ancora oggi, non ritengono sufficienti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.