Eritrea ed Etiopia riaprono passaggio per trasporti al confine

Pubblicato il 11 settembre 2018 alle 18:21 in Eritrea Etiopia

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I leader di Etiopia ed Eritrea hanno riaperto il passaggio per i trasporti stradali tra i due Paesi per la prima volta in vent’anni, dall’inizio del conflitto nel maggio 1998.  

Il ministro dell’Informazione eritreo, Yaemane Meskel, il 10 settembre, ha scritto su Twitter che il presidente dell’Eritrea, Isaias Afwerki, e il premier dell’Etiopia, Abiy Ahdem, hanno aperto ufficialmente il punto di confine di Debay Sima-Burre. È previsto che i due leader si rechino ad Asmara per riaprire anche la connessione di Sehra-Zalambesa, città localizzata al confine etiope e parte della Zona Misraqawi, nella regione di Tigrè, a 42 km da Adigrat.

Nel frattempo, le truppe etiopi ed eritree hanno annunciato lo smantellamento delle linee di difesa tra i confini dei due Paesi per permettere il passaggio delle persone, in occasione dlel’11 settembre, che coincide con il primo giorno dell’anno 2011, secondo il calendario ortodosso etiope, che è indietro di circa 7 anni rispetto a quello georgiano comunemente utilizzato nel mondo. Alla cerimonia erano presenti anche Afwerki e Ahmed.

Eritrea ed Etiopia, hanno firmato un accordo di pace, il 9 luglio, promettendo di chiudere una delle pagine più complesse dell’Africa. Il conflitto tra i due Paesi, in corso dal 1998, ha destabilizzato l’intera regione e ha visto entrambi i governi dedicare gran parte dei loro budget nella sicurezza. L’Etiopia è diventata un Paese senza sbocco sul mare dal 24 maggio 1993, quando l’Eritrea si è costituita come Stato indipendente. Cinque anni dopo, il 6 maggio 1998, i due vicini hanno cominciato una guerra per la demarcazione del loro confine condiviso. Anche negli anni successivi all’accordo di Algeri, siglato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Dal 1998, le violenze hanno causato la morte di circa 80.000 persone. La sentenza della Commissione aveva stabilito che la città di Badme, al confine tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, Abiy aveva affermato di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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