Armi: Madrid cerca di evitare la rottura con Riyad

Pubblicato il 11 settembre 2018 alle 16:15 in Arabia Saudita Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La decisione del governo spagnolo di rompere il contratto per la vendita di 400 bombe all’Arabia Saudita per il rischio che vengano utilizzate nei bombardamenti sullo Yemen ha messo in crisi non solo la relazione tra i due paesi, ma anche i cantieri di Navantia, l’azienda pubblica di costruzioni navali, che sta lavorando alle 5 corvette ordinate dalla Marina Militare saudita.

Il ministro della Difesa, Margarita Robles, ha cercato di sminuire il caso delle armi saudite. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Difesa del Senato, Robles ha evitato di mettere chiaramente in relazione i bombardamenti sullo Yemen con i contratti di vendita di armi vigenti tra Madrid e Riyad. Ha dichiarato che il contratto per la vendita di 400 bombe di precisione all’Arabia Saudita non è stato sospeso, ma è in fase di studio, così come tutti i contratti che il suo Dipartimento ha “con qualsiasi paese” per analizzarlo “con il dovuto rigore”. “Questo contratto, come molti altri, indipendentemente dal paese, è in fase di studio. Le discrepanze che possono esistere saranno studiate con il paese con cui è stato firmato”, ha aggiunto, ricevendo le critiche dell’opposizione popolare, che in Senato gode della maggioranza assoluta. 

Il ministro ha cercato inoltre di inviare un messaggio di calma ai lavoratori di Navantia, entrati in agitazione dal momento che il contratto per la fabbricazione di cinque corvette per l’Arabia Saudita potrebbe essere in pericolo.

“L’Arabia Saudita è un paese serio e non mette in relazione i due fatti – ha affermato Robles – parliamo di un contratto da 9,2 milioni su 4,8 miliardi di investimenti totali”. Il ministro ha aggiunto che i lavoratori di Navantia “sono stati manipolati”. 

Il contratto per le corvette, il principale della storia dei cantieri con sede a Cadice, sulla costa atlantica nel sud del paese, ha creato lavoro – considerato tutto l’indotto – per circa 6000 persone. I dubbi “seminati dal governo” sul contratto con i sauditi ha provocato tensioni in una delle provincie con il tasso di disoccupazione più alto della Spagna. I lavoratori di Navantia, dopo diversi giorni di manifestazioni presso i porti di Cadice e San Fernando, hanno bloccato l’autostrada A-4 che collega il sud dell’Andalusia a Siviglia e da lì al resto del paese, nonostante le dichiarazioni di Robles.

La presidente andalusa, Susana Díaz, ha annunciato che il capo del governo Pedro Sánchez le ha assicurato che “il contratto per le corvette verrà mantenuto e rispettato”. “Mi ha trasmesso un messaggio di tranquillità ed io mi fido della parola di Pedro” – ha dichiarato Susana Díaz, che di Sánchez è la principale avversaria interna al partito socialista. 

Le tensioni sui posti di lavoro creati dal contratto con i sauditi giungono in un momento difficile per la politica andalusa. Susana Díaz, l’unica socialista in grado di formare in questi anni un’alleanza con i liberali di Ciudadanos, ha perso la maggioranza dopo aver rotto con gli alleati e potrebbe dover convocare elezioni anticipate, proprio mentre l’Andalusia vive la più grande crisi migratoria della sua storia recente. Il sindaco di Cadice, José María González “Kichi” di Podemos, candidato alla rielezione il prossimo maggio, difende il contratto “perché genera lavoro” in rottura con le indicazioni di Pablo Iglesias, leader della formazione di estrema sinistra, allineandosi così alle tesi di Susana Díaz. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.