CIA pronta a espandere le missioni con i droni in Africa

Pubblicato il 10 settembre 2018 alle 17:26 in Niger USA e Canada

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La CIA è pronta a condurre attacchi aerei segreti in Africa per mezzo di droni, contro i militanti di al-Qaeda e dell’ISIS, da una base militare nel deserto che è stata recentemente allargata.

Il New York Times spiega che il presidente Donald Trump ha riesumato un vecchio programma militare che era stato sospeso dall’amministrazione Obama per ridurre il numero delle morti collaterali dei civili nelle operazioni contro i terroristi e per aumentare la trasparenza delle missioni statunitensi. Tuttavia, la CIA ha recentemente ripreso ad ampliare i raid con i droni, posizionando i velivoli nel nord del Niger per attaccare i militanti islamisti nel Sud della Libia.

Nei mesi precedenti, ufficiali americani e le forze nigerine avevano riportato che la CIA stava conducendo voli di sorveglianza dall’aeroporto commerciale di Dirkou, città posizionata nel Nord-Est del Niger, per secoli crocevia dei flussi di persone dal Sahara. Immagini satellitari hanno mostrato che, da febbraio ad oggi, tale aeroporto si è espanso significativamente, includendo una pista di rullaggio, muri e appostamenti di sicurezza nell’area circostante. Secondo quanto riportato da un ufficiale americano in condizioni di anonimità, i droni non hanno condotto ancora alcuna missione letale, ma è molto probabile che ciò accada a breve, alla luce della crescente minaccia nel Sud della Libia. Un portavoce della CIA, Timothy Barrett, si è rifiutato di rilasciare commenti al riguardo. Ad avviso del sindaco di Dirkou, i droni stanno contribuendo ad accrescere la sicurezza della città.  

In base alle limitazioni imposte da Obama nel maggio 2013, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Tali politiche sono cambiate nel corso dello scorso anno, quando l’ex direttore della CIA, ed attuale segretario di Stato, Mike Pompeo, ha fatto presente a Trump che le operazioni antiterrorismo dell’agenzia dovevano essere ampliate e liberate dalle restrizioni.

Dall’inizio del 2918, il Pentagono ha condotto 5 raid con i droni contro al-Qaeda e l’ISIS in Libia, di cui l’ultimo due settimane fa. I velivoli, MQ-9 Reaper, sono partiti da basi militari in Sicilia e a Niamey, che si trova a circa 800 km a Sud di Dirkou. La base della CIA nei pressi di tale città, invece, è molto più vicina al confine con la Libia, anche rispetto ad un’altra base americana posizionata ad Agadez, da dove il Pentagono sta pianificando di effettuare nuove operazioni.

Secondo una fonte vicina all’esercito americano, la CIA ha iniziato ad ampliare la base di Dirkou dallo scorso febbraio, soprattutto per accrescere la sicurezza della regione e in risposta all’imboscata condotta dai militanti dell’ISIS contro i soldati americani nel mese di ottobre 2017, in cui morirono 4 ufficiali delle forze speciali americane.

Tale notizia né stata resa nota mentre il Pentagono sta valutando se ritirare i soldati americani dal Niger. Tre tre ufficiali del Dipartimento della Difesa hanno riferito che, se il piano verrà approvato, il segretario della Difesa, James Mattis, chiuderà anche gli avamposti militari americani in Tunisia, Cameroon Libia e Kenya, oltre ad altri 7 o 8 unità antiterrorismo che operano in Africa. Tali mosse fanno parte della nuova strategia del Pentagono, esposta il 19 gennaio scorso, che mira a concentrarsi maggiormente sulle minacce poste dalla Russia e dalla Cina. Tuttavia, se ciò avvenisse, rappresenterebbe un taglio netto delle operazioni speciali americane in Africa, lasciando soltanto una presenza consistente di truppe in Somalia e in Nigeria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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