“Non sono stato io”: la caccia all’uomo di Trump alla Casa Bianca

Pubblicato il 9 settembre 2018 alle 8:00 in USA e Canada

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La Casa Bianca è sconvolta a seguito della pubblicazione di un editoriale anonimo da parte di un alto funzionario dell’amministrazione Trump che rivelerebbe l’esistenza di una “resistenza silenziosa” intenta ad arginare l’incompetenza di un presidente “impulsivo, aggressivo, meschino e inefficiente”: per Trump, la caccia all’uomo è aperta.

Secondo quanto scrive il New York Times, gli scontri tra il presidente Donald Trump e alcuni membri della sua stessa squadra hanno caratterizzato il suo mandato sin dall’inizio, ma dal 4 settembre la questione è diventata di dominio pubblico, a seguito della rivelazione di alcuni brani del prossimo libro di Robert Woodward, “Fear” e della pubblicazione di una lettera anonima sul New York Times, da parte di un alto funzionario americano. In entrambi i testi si racconta una Casa Bianca fuori dal controllo del presidente, descritto come non in grado di gestire un esecutivo, un uomo “impulsivo, aggressivo, meschino e inefficiente”.  A tele riguardo, sono stati sollevati numerosi dubbi sulla capacità di governare del presidente americano in carica e sulle responsabilità e i doveri delle persone che lavorano per lui.

Trump sarebbe scoppiato di rabbia dopo aver letto l’articolo del funzionario anonimo, pubblicato dal New York Times. John F. Kelly, il capo dello staff, e altri aiutanti sono stati descritti come indaffarati a precipitarsi dentro e fuori dall’ufficio stampa, cercando di capire come rispondere alle diffamazioni. Secondo il quotidiano americano, Trump ha avviato una caccia all’uomo e la ricerca dovrebbe aver ristretto il campo ad una mezza dozzina di nomi. Alcuni ritengono che sia stato scritto da qualcuno che ha lavorato nell’amministrazione, ma non nella stessa Casa Bianca, sebbene questo non possa essere accertato.

La reazione del presidente Trump all’articolo, manifestatasi durante alcuni eventi pubblici e su Twitter, è stata rabbiosa. Ha aspramente criticato l’editoriale del New York Times che ha definito “un pezzo senza scrupoli” e ha liquidato il libro di Woodward come “un testo di totale finzione” e “totalmente screditato”. Ha attribuito questa diffamante narrazione ad alcuni media che cercano di distruggere la sua presidenza. “A loro non piace Donald Trump e loro non piacciono a me, perché sono persone molto disoneste”, ha riferito il presidente durante un incontro. Trump in seguito ha pubblicato un messaggio su Twitter che diceva semplicemente “Tradimento?” E poi un altro che riportava: “Se l’anonimo codardo esiste davvero, il Times deve, per scopi di sicurezza nazionale, consegnarlo al governo subito!”.

 Tra le personalità più vicine a Trump il clima è teso. “L’articolo non è mio”, ha dichiarato Mike Pompeo, il segretario di Stato, durante le brevi osservazioni fatte al riguardo di tale questione, mentre il segretario si trovava in India, giovedì 6 settembre. “Vengo da un luogo in cui, se non sei nella posizione di eseguire una direttiva del comandante, hai una sola opzione ed è andartene”, ha affermato Pompeo. “Questa persona, invece, secondo il New York Times, ha scelto non solo di rimanere, ma di minare ciò che il presidente Trump e questa amministrazione stanno cercando di fare”. Pompeo ha aggiunto: “Devo dirvelo, trovo che gli sforzi dei media, in questo senso, minaccino questa amministrazione in maniera incredibilmente inquietante”.

L’ufficiale senza nome, la cui identità è nota alla redazione del Times, ma non ai giornalisti che coprono la Casa Bianca, ha definito la leadership del presidente “irruente, contraddittoria, meschina e inefficace” e ha citato “adulti nella stanza” che si sforzano di prevenire il disastro. Ad un certo punto, ha scritto il funzionario, si è parlato del governo che invocava il 25 ° emendamento per dichiarare il signor Trump incapace di adempiere ai suoi doveri, ma nessuno avrebbe desiderato una crisi costituzionale. L’articolo dell’anonimo afferma, ancora, che “gli eroi non celebrati” della sua squadra stanno “lavorando diligentemente dall’interno per ostacolare parti del suo programma e le sue peggiori inclinazioni”.

Numerose indiscrezioni suggeriscono che Trump potrebbe non essere completamente in controllo della Casa Bianca, circondato da consiglieri che lo considerano così volubile e capriccioso da eliminare i documenti dalla sua scrivania nella speranza di impedirgli di emettere ordini avventati. Mentre i suoi rivali hanno definito tali sforzi eroici e patriottici, i suoi sostenitori si sono lamentati di un golpe virtuale che va contro la Costituzione e la volontà del popolo americano. “Il problema è che ci sono persone che lavorano in questa amministrazione non per servire il Paese ma per servire sé stesse e, nella loro mente, proteggere il Paese dal presidente, ma non è questo il loro ruolo”, ha dichiarato Corey Lewandowski, un ex manager della campagna Trump, che è rimasta vicina al presidente. “Il popolo americano ha votato Donald Trump come presidente e vuole che siano attuate le sue politiche”, ha aggiunto.

Sarah Huckabee Sanders, la segretaria stampa della Casa Bianca, ha rilasciato una dichiarazione in cui criticava l’ufficiale anonimo. “L’individuo dietro questo pezzo ha scelto di ingannare, piuttosto che sostenere, il presidente debitamente eletto degli Stati Uniti”, ha affermato. “Non sta mettendo il Paese al primo posto, ma sta mettendo se stesso e il suo ego davanti alla volontà del popolo americano. Questo codardo dovrebbe fare la cosa giusta e dimettersi”. La signora Sanders ha poi aggiunto che il giornale ha agito irresponsabilmente. “Siamo delusi, ma non sorpresi, che il giornale abbia scelto di pubblicare questo patetico, spericolato ed egoista editoriale di opinione”.

Sempre secondo il Times, c’è una lunga storia di persone alla Casa Bianca che hanno agito per ostacolare quelli che consideravano pericolosi istinti del presidente o per compensare eventuali incapacità. Quando Woodrow Wilson si ammalò, quasi alla fine della sua presidenza, sua moglie Edith prese effettivamente molte decisioni a suo nome. Quando Ronald Reagan sembrava sempre più annebbiato, verso la fine del proprio mandato, nel proprio staff si è discusso sul possibile utilizzo del 25 ° Emendamento. Durante gli ultimi giorni della presidenza di Richard M. Nixon, quando era depresso, beveva e inveiva contro il proprio destino, nel momento in cui lo scandalo Watergate risultava inevitabile, il Segretario alla Difesa James R. Schlesinger ordinò ai militari di non eseguire alcun ordine di lancio nucleare proveniente dal presidente, senza prima consultare lui o il segretario di Stato, Henry A. Kissinger. 

Questo è stato un tema ricorrente anche nella presidenza di Trump. Il procuratore generale Jeff Sessions ha ignorato le suppliche pubbliche di Trump di indagare sui nemici politici del presidente e di chiudere l’inchiesta sulle ingerenze russe nelle elezioni americane del 2016. Donald F. McGahn II, consigliere della Casa Bianca, ha respinto gli sforzi del presidente di sollevare dall’incarico di consigliere speciale dell’inchiesta, l’avvocato Robert S. Mueller. Il senatore Bob Corker, repubblicano del Tennessee, spesso critico nei confronti di Trump, ha dichiarato che i consiglieri del presidente hanno cercato regolarmente di impedirgli di prendere decisioni affrettate. “So per certo che ogni singolo giorno alla Casa Bianca, c’è una situazione in cui si cerca di contenerlo”, ha dichiarato Corker in un’intervista al Times. Quando Trump ha attaccato Corker su Twitter, il senatore ha risposto con un tweet di sua iniziativa: “È un peccato che la Casa Bianca sia diventata un asilo per adulti. Qualcuno ovviamente ha saltato il turno questa mattina”.  

Proprio il mese scorso, in un nuovo libro, Omarosa Manigault Newman, un membro dello staff licenziato, ha scritto che “un esercito di persone” stava “lavorando in silenzio” per impedire al presidente di danneggiare la nazione. “Molti in questo esercito silenzioso sono nel suo partito, nella sua amministrazione e persino nella sua stessa famiglia”, si legge. Le rivelazioni sulle stanze più segrete della Casa Bianca stanno mettendo in seria difficoltà il presidente, ma per comprendere la portata di queste rivelazioni sarà necessario attendere il 6 novembre e le elezioni di medio termine. In tale occasione, sarà il popolo americano ad esprimersi sulla fiducia che ripone nell’attuale presidente americano Donald Trump.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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