Corea del Nord: niente missili balistici nella parata nazionale

Pubblicato il 9 settembre 2018 alle 11:39 in Corea del Nord Corea del Sud

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Pyongyang ha celebrato il 70imo anniversario nazionale con una grande parata militare che si è incentrata su pace e sviluppo economico, senza far sfoggio dei missili balistici a lunga gittata che preoccupavano i Paesi occidentali.

La Corea del Nord ha organizzato una maestosa parata militare che si è incentrata sui temi di pace e sviluppo in occasione del 70imo anniversario della nascita del Paese, ma ha evitato di sfoggiare i suoi missili balistici a lungo raggio più sofisticati, che il leader Kim Jong Un, nell’autunno del 2017, aveva annunciato potessero raggiungere anche la costa statunitense. Moltissimi erano gli spettatori della parata militare che, domenica 9 settembre, ha mobiliato migliaia di soldati e colonne di carri armati che sfilavano salutando verso la piattaforma allestita per Kim. Li Zhanshu, uno dei 7 membri del Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito Comunista Cinese, l’organo nazionale più importante, era seduto affianco al leader nordcoreano. Nel corso dell’evento sono stati utilizzati veicoli corazzati da trasporto truppa, vari lanciarazzi, carri armati e alcuni biplani che hanno effettuato una manovra nella cosiddetta formazione a 70°. Vari jet hanno formato con le scie colorate di rosso, bianco e blu la bandiera nordcoreana, e infine sono giunti i missili, la climax tradizionale della sfilata. Gli unici missili sfoggiati erano i Kumsong-3 blu, un tipo di missili da crociera antinave, e i Pongae-5, terra-aria. Nessuna traccia dei Hwasong-14 e -15, i missili in grado di raggiungere gli Stati Uniti che hanno destato clamore nell’inverno 2017. Inoltre, in concomitanza con i festeggiamenti non sono stati condotti test nucleari, abitudine che era stata invece rinsaldata nel 2016 e nel 2017.

Chad O’Carroll, direttore gestionale del of Korea Risk Group, ha riferito ai media di AFP: “Sembra che i nordcoreani abbiano davvero cercato di smorzare la natura militare dell’evento. Non sono stati usati né i ICBM né i IRBM (missili balistici a gittata intermedia), che non si sarebbero coniugati con l’intera idea che la Corea del Nord è impegnata verso una totale denuclearizzazione. In conclusione, penso che la parata verrà accolta bene”.

Il tema portante delle celebrazioni di quest0anno è stato l’unificazione della penisola coreana, divisa sin dalla Guerra di Corea (1950-53). “Tutti i coreani dovrebbero unire le forze per realizzare l’unificazione nella nostra generazione. L’unificazione è l’unico modo in cui i coreani possono sopravvivere”, recitava il quotidiano Rodong Sinmun del partito nordcoreano.

Kim e il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, si incontreranno per la terza volta quest’anno a Pyongyang dal 18 al 20 settembre, e discuteranno circa “misure pratiche” volte alla denuclearizzazione.

Le parate sono state per anni il modo in cui la nazione ha fatto sfoggio della sua potenza militare, perciò, in questo momento di apparente stagnazione delle trattative sulla denuclearizzazione della Penisola coreana, sono alte le tensioni internazionali in merito all’evento che a breve verrà allestito.

Dopo i primi successi dei negoziati intavolati tra Pyongyang e Washington e volti alla “completa e definitiva denuclearizzazione” della penisola coreana, i rapporti bilaterali hanno subito una improvvisa e violenta battuta d’arresto. Il 24 agosto, il presidente statunitense, Donald Trump, ha inaspettatamente cancellato la visita alla Corea del Nord che il Segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva in agenda, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono incappati in una fase di stallo in seguito al suo vertice con il leader nordcoreano, Kim Jong Un. In parte, Trump ha incolpato la Cina per la situazione, facendo capire di voler mettere da parte i negoziati con Pyongyang finché non si risolverà la disputa commerciale che ora impegna Washington con Pechino.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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