Palestina: USA sospendono 25 milioni di dollari destinati agli ospedali di Gerusalemme Est

Pubblicato il 8 settembre 2018 alle 16:35 in Palestina USA e Canada

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Gli Stati Uniti sospenderanno circa 25 milioni di dollari in aiuti destinati agli ospedali di Gerusalemme Est, secondo quanto riportato dalla portavoce del Dipartimento di Stato del Paese, Alessia Dinkel, venerdì 7 settembre.

Per la terza settimana di seguito, Washington ha annunciato un ulteriore taglio ai fondi volti ad aiutare la popolazione palestinese. Venerdì 31 agosto, gli Stati Uniti avevano annunciato la sospensione definitiva del sovvenzionamento destinato all’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA), mentre la settimana precedente, il 24 agosto, Washington aveva tagliato più di 200 milioni di dollari in aiuti destinati alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza. La notizia dell’ultima sospensione, presa giovedì 6 settembre, è giunta il giorno dopo in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che gli aiuti statunitensi verranno trattenuti fino a quando non verrà raggiunto un accordo di pace con Israele.

La Dinkel ha dichiarato alla National Public Radio che i 25 milioni di dollari destinati alla rete di ospedali di Gerusalemme Est verranno impiegati per altre priorità. I 6 centri interconnessi fra di loro forniscono trattamenti come terapie per il cancro e operazioni chirurgiche ai palestinesi che non hanno accesso all’assistenza medica, ad esempio in Cisgiordania o nella Striscia di Gaza, secondo le informazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La decisione di tagliare i fondi agli ospedali, che deve essere ancora annunciata ufficialmente dal Dipartimento di Stato, è stata presa nonostante ci sia una esenzione del Congresso a riguardo. Il Ministero dell’Autorità Palestine per gli Affari relativi a Gerusalemme ha dichiarato di non essere sorpreso dalla sospensione dei fondi e ha promesso che i palestinesi non si piegheranno davanti a tali decisioni. “Che l’America sappia che tutte queste attività non cambieranno la nostra posizione riguardo la nostra causa. Al contrario, consolidano il nostro atteggiamento nei confronti di ogni questione, Gerusalemme inclusa” ha spiegato Adnan Husseini, portavoce del Ministero.

Dave Harden, un ex funzionario statunitense che è stato a capo dei lavori dell’organizzazione USAID in Cisgiordania e a Gaza durante l’amministrazione Obama, ha dichiarato che gli ultimi tagli sono “particolarmente vendicativi”, avvertendo inoltre che potrebbero causare il collasso dell’ospedale Augusta Victoria e del St. John’s Eye, due dei centri medici della rete di Gerusalemme.

Nonostante i politici israeliani, incluso il primo ministro, Benjamin Netanyahu, abbiano accolto con favore i tagli, secondo The Times of Israel i funzionari della Difesa si opporranno a tali decisioni, poiché temono che potrebbero fomentare le proteste palestinesi e mettere in pericolo la sicurezza di Israele.

La decisione degli Stati Uniti inerente alla drastica riduzione dei fondi era giunta in seguito all’intensificarsi dell’opposizione del popolo palestinese nei confronti del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, annunciato ufficialmente dal presidente americano il 6 dicembre 2017, e alle dichiarazioni del presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, il quale, il 22 dicembre 2017, aveva affermato che non avrebbe più riconosciuto gli Stati Uniti come mediatore di pace tra Israele e il popolo palestinese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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