Iraq: l’Iran avrebbe attaccato quartier generale dell’opposizione curda

Pubblicato il 8 settembre 2018 alle 18:39 in Iran Iraq

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L’Iran avrebbe attaccato la base di due gruppi dell’opposizione curda iraniana nella parte settentrionale del Paese, sabato 8 settembre, uccidendo 11 persone e ferendone almeno 30, secondo quanto riportato dai funzionari curdi dell’Iraq.

L’attacco missilistico ha colpito il quartier generale del Partito Democratico del Kurdistan dell’Iran (KDPI) e quello del Partito Democratico del Kurdistan iraniano (PDKI) nella città settentrionale di Koya, sabato 8 settembre. Nell’area raggiunta dai razzi è presente un complesso residenziale per le famiglie dei membri dei partiti.

Il generale maggiore Jabbar Yawar, portavoce delle forze di sicurezza Peshmerga curde dell’Iraq, ha dichiarato che, secondo le prime notizie, 11 persone sono state uccise e 30 ferite. Secondo fonti dell’ospedale della città, il segretario generale del partito e il suo predecessore risultano tra i feriti. L’attacco aveva come obiettivo una conferenza tenuta dall’ufficio politico del PDKI e, secondo Yawar, proveniva dal territorio iraniano. Tuttavia, l’uomo ha chiarito che il governo iracheno non ha ancora determinato se si tratti di un raid aereo o di un attacco via terra.

Il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI), un gruppo di opposizione armata che combatte per una più grande autonomia per la comunità curda del Paese, ha pubblicato su Twitter una serie di fotografie e video di esplosioni e delle persone ferite presso il suo quartier generale a Koya, nella regione semiautonoma irachena del Kurdistan. Il PDKI ha commentato, sempre su Twitter, che l’Iran ha utilizzato missili a lungo raggio in un attacco coordinato alla base del partito e al vicino campo profughi.

Il Ministero degli Esteri dell’Iran non ha rilasciato commenti e i principali media iraniani non hanno riportato la notizia. Reuters ha riportato che, già in precedenza, l’Iran ha attaccato i gruppi di opposizione armati curdi stanziati in Iraq.

Sabato 8 settembre, il Governo Regionale del Kurdistan ha condannato l’attacco, spiegando che le leggi curde e l’integrità territoriale devono essere rispettate. I due gruppi curdi si battono per l’autonomia del Kurdistan in Iran, ma operano, in esilio, nel vicino Iraq.

Nel 2018, anche la Turchia ha aumentato le incursioni aeree contro i curdi e in particolare contro il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), stanziato nell’Iraq del nord. Ankara colpisce regolarmente le roccaforti curde situate sulle montagne Qandil, nei pressi del confine con l’Iran, dove il governo turco sospetta si nascondano i membri di alto livello del gruppo. Il conflitto tra la Turchia e i curdi risale al 1978. Da allora, i curdi chiedono la creazione dello Stato del Kurdistan indipendente e la possibilità di avere maggiori diritti politici e culturali all’interno della Turchia. Il principale gruppo dei ribelli curdi è rappresentato dal PKK, fondato nel 1978, il quale ha compiuto numerosi attacchi, nel corso degli anni, soprattutto nel sud-est della Turchia. La presenza dei suoi combattenti in Siria e nel Kurdistan iracheno ha portato Ankara a compiere diverse incursioni e attacchi contro i territori siriani e dell’Iraq.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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