Turchia: aumenta il numero di rifugiati afghani nel 2018

Pubblicato il 7 settembre 2018 alle 6:04 in Immigrazione Turchia

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Il numero dei migranti afghani giunti in Turchia dal Paese asiatico e dall’Iran è aumentato notevolmente nel corso del 2018 rispetto all’anno precedente. Secondo i dati di Amnesty International aggiornati ad aprile, la Turchia ospitava già 145.000 afghani sul suo territorio, ma l’afflusso è decollato significativamente nel 2018. In particolare, secondo le cifre del ministero dell’interno turco, riportate dal quotidiano pakistano The Dawn, dall’inizio di quest’anno fino alla metà di agosto, 61.819 migranti afghani sono arrivati in Turchia rispetto ai 45.259 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il Research Centre on Asylum and Migration (IGAM) con sede ad Ankara, tuttavia, ha messo in luce la difficoltà della vita in Turchia per un rifugiato afghano che molto spesso è portato a lavorare illegalmente a causa della complessità del processo stabilito dalle autorità turche per ottenere un permesso di lavoro.

Gran parte dei rifugiati afghani che giungono in Turchia, tuttavia, non sono intenzionati a rimanere nel Paese mediorientale a tempo indeterminato. “Coloro che chiedono asilo in Turchia sono chiamati “rifugiati condizionali”. Questo dà l’idea che in realtà si trovano solo temporaneamente in Turchia fino a quando non si trasferiranno altrove”, ha spiegato il senior advocate per l’Europa presso Refugees International, Izza Leghtas, aggiungendo, tuttavia, che il numero di persone che si sono reinsediate negli Stati Uniti è diminuito “drasticamente” negli ultimi 18 mesi. Tale riduzione è in linea con la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, nel 2017, ha ridotto il numero di rifugiati che Washington avrebbe accettato, portandolo da 110.000 a 45.000.

All’aumento del numero di afghani che cercano asilo in Turchia ha contribuito il flusso di migranti afghani dall’Iran. Secondo l’UNHCR, l’Iran, che confina ad est con l’Afghanistan e ad ovest con la Turchia, ospita circa 3 milioni di afghani ma solo un terzo di loro è ufficialmente registrato con lo status di rifugiato. In molti casi, inoltre, i profughi afghani in Iran vivono in condizioni miserabili. Adesso che l’economia iraniana è sempre più travagliata, a causa, fra le altre cose, dell’imposizone delle sanzioni statunitensi, la condizione dei rifugiati afghani in Iran è sempre più precaria e molti di loro hanno deciso di recarsi in Turchia, che ospita già la più numerosa popolazione di rifugiati del mondo, inclusi 3,3 milioni di siriani. Ankara, pertanto, ha reagito rimandando in Afghanistan migliaia di persone, in coordinamento con il governo afghano. In particolare, secondo Amnesty International, dall’inizio di aprile al 24 dello stesso mese, circa 7.100 afghani sono stati respinti nel Paese asiatico.

L’Afghanistan è il secondo Paese al mondo per numero di rifugiati nel 2017 dopo la Siria, con quasi 2,5 milioni di rifugiati registrati. Gli afghani fuggono dalla guerra che affligge il Paese da 17 anni e che continua a vedere contrapposti i talebani e altri ribelli al governo di Kabul appoggiato dall’Occidente. Nell’ultimo anno, gli Stati Uniti hanno intensificato i raid aerei in Afghanistan e hanno inviato migliaia di unità aggiuntive tra le fila delle truppe afghane per consigliare e addestrare le forze locali, in linea con la nuova strategia militare adottata dal Pentagono e volta ad aumentare le pressioni sui talebani per indurli a cedere. Poiché i talebani non si sono mostrati disposti ad accettare la resa, tuttavia, Washington ha elaborato altresì alcuni piani volti a condurre i talebani e il governo afghano al tavolo delle trattative. Tali sforzi, tuttavia, non hanno, per il momento, condotto agli esiti sperati.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Roberta Costanzo

 

di Redazione

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