NATO: Al-Qaeda vuole riconquistare la leadership del terrorismo internazionale

Pubblicato il 6 settembre 2018 alle 6:01 in Medio Oriente NATO

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Al-Qaeda sta cercando di riguadagnare il suo primato nella militanza terroristica internazionale, approfittando del fatto che lo Stato Islamico sta perdendo terreno e aumentando, in tal modo, la rivalità tra gruppi terroristici con conseguenze potenzialmente rischiose per l’Occidente. È quanto riferito dal vicesegretario generale per l’Intelligence e la Sicurezza della NATO, Arndt von Loringhoven, martedì 4 settembre, nel corso di una conferenza sulla sicurezza ospitata dal college israeliano Interdisciplinary Center Herzliya.

Secondo il funzionario della NATO, l’attenzione rivolta dalla comunità internazionale allo Stato Islamico, negli ultimi quattro-cinque anni, ha consentito ad al-Qaeda di ricostruire tranquillamente le sue reti e capacità globali e di portare avanti le sue attività in territori come il Kashmir, l’Afghanistan, la Siria, lo Yemen, la Somalia e il Nord Africa. Adesso, “l’indebolimento dell’ISIS ha fornito ad al Qaeda l’opportunità di tentare di riconquistare il suo precedente status”, ha spiegato von Loringhoven, che ha sottolineato come “l’obiettivo strategico di al Qaeda sia quello di riconquistare la leadership sui gruppi militanti ed estremisti con un’ideologia affine”. Tale obiettivo, secondo il funzionario, accresce la rivalità tra le due organizzazioni terroristiche a livello globale, che entreranno sempre più in competizione per guadagnare legittimità e accaparrarsi affiliazioni e reclute. Tale condotta aumenterà potenzialmente la minaccia terroristica sui membri della NATO e sui suoi partner.

In seguito agli attacchi commessi da al-Qaeda l’11 settembre 2001, gli Stati Uniti sono intervenuti in Afghanistan e in Iraq, rispettivamente nel 2001 e nel 2003. Il 2 maggio 2011, le forze americane hanno ucciso il leader dell’organizzazione terroristica, Osama bin Laden, nel suo nascondiglio pakistano, ad Abbottabad. Poco dopo è sorto l’ISIS, il gruppo terroristico animato, al pari di al-Qaeda, da un’ideologia sunnita estremista, che si è autoproclamato il 29 luglio 2014. Il progetto territoriale dello Stato Islamico, tuttavia, sta fallendo a causa delle sconfitte militari subite negli ultimi anni nell’ambito di offensive lanciate da Damasco e Baghdad con il sostegno di varie coalizioni straniere. Il 6 dicembre 2017, il presidente russo, Vladimir Putin, sostenitore del regime di al-Assad, ha annunciato la sconfitta militare dell’ISIS sulle rive del fiume Eufrate nella Siria orientale, territorio che costituiva l’ultima area del Paese ancora sotto il controllo dello Stato Islamico, dopo la liberazione definitiva delle roccaforti dell’ISIS. Raqqa, capitale dell’organizzazione, era stata liberata il 17 ottobre e Deir Ezzor il 3 novembre 2017.

Secondo Von Loringhoven, la NATO ha stimato che le forze di punta dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, che inizialmente ammontavano a circa 39.000 combattenti, si sono quasi dimezzate a, rispettivamente, 18.000 e 20.000 combattenti, la maggior parte dei quali dispersi tra i due Paesi. Il funzionario della NATO, tuttavia, ha fatto notare che Daesh, nonostante le sue perdite territoriali, conserva ancora una certa forza, grazie anche al suo serbatoio di reclutamento che include donne e bambini. “Una tendenza molto preoccupante è lo sforzo del gruppo di usare la propaganda per radicalizzare donne e minori, che sono emersi come un nuovo obiettivo per il reclutamento relativamente di recente”, ha informato Von Loringhoven, aggiungendo che “questa tendenza potrebbe portare a un maggiore coinvolgimento” di tali nuove reclute “nella pianificazione e nell’esecuzione di una serie di attacchi, anche nei Paesi della NATO”. Facendo riferimento all’episodio del 13 giugno, quando, a Colonia, in Germania, un tunisino è stato arrestato con l’accusa di pianificazione di un attacco con una bomba alla ricina, il funzionario della NATO ha suggerito che i nuovi attacchi potrebbero implicare sempre di più l’uso di armi chimiche o biologiche fatte in casa, nonché di droni facilmente reperibili in commercio.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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