Mattis e Pompeo a Nuova Delhi per approfondire i legami USA-India

Pubblicato il 6 settembre 2018 alle 13:42 in India USA e Canada

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Gli Stati Uniti e l’India hanno iniziato, giovedì 6 settembre, i colloqui a Nuova Delhi per approfondire i legami politici e di sicurezza tra i due Paesi, in vista di un eventuale accordo sulle relazioni militari che potrebbe portare a un aumento delle vendite di armi americane al Paese asiatico. Tale accordo, peraltro, potrebbe avere altre conseguenze strategiche, nella misura in cui, avvicinando Nuova Delhi a Washington, le relazioni dell’India con Paesi come la Cina, la Russia e l’Iran potrebbero risultarne alterate.

I colloqui hanno coinvolto il segretario alla Difesa, Jim Mattis, e il segretario di Stato, Mike Pompeo, sul versante americano, e il ministro degli Esteri, Sushma Swaraj, e il ministro della Difesa, Nirmala Sitharaman, sul versante indiano. “La mia visita è un chiaro indicatore del fatto che consideriamo l’India tra i nostri partner più strategici e direi anche emergenti”, ha dichiarato Mattis, confermando in tal modo l’avvicinamento a cui i due Paesi hanno lavorato negli ultimi anni, nel tentativo di cooperare per controbilanciare l’influenza crescente della Cina in Asia e, in particolare, in Pakistan, nel Sud-Est asiatico e nell’Oceano Indiano.

Washington e Nuova Delhi, peraltro, condividono anche preoccupazioni per l’attività dei gruppi militanti islamici anti-occidentali e anti-indiani basati in Pakistan. Prima di recarsi in India, Pompeo ha incontrato a Islamabad alcuni membri del nuovo governo pakistano e diversi generali per rilanciare le relazioni bilaterali tra Washington e Islamabad, tese a causa della ripetuta accusa americana secondo la quale i militanti operanti in Pakistan organizzano attacchi contro le truppe americane e afghane al di là del confine. Islamabad, tuttavia, nega regolarmente tali accuse e, in particolare, che i talebani afghani operino dal suo territorio.

Nell’ambito del rafforzamento dei loro rapporti politici e di sicurezza, Washington e Nuova Delhi stanno valutando di concludere il Communications Compatibility and Security Agreement (COMCASA), l’accordo sulla sicurezza e la compatibilità delle comunicazioni, che potrebbe aprire la strada alla vendita di apparecchiature militari statunitensi verso il Paese asiatico. Al riguardo, Mattis ha informato che, sul versante americano, le premesse per l’accordo sono già molto positive. Qualora l’accordo entrasse in vigore, gli Stati Uniti potrebbero vendere all’India una versione armata di droni Guardian, dato che Washington ha finora autorizzato solo la vendita di versioni non armate per la sorveglianza di tale velivolo. Gli Stati Uniti sono il secondo più grande fornitore di armi in India, avendo concluso accordi dal valore di 15 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni.

Secondo alcuni esperti, peraltro, la firma dell’accordo potrebbe ridurre le possibilità che gli Stati Uniti sanzionino l’India per l’acquisto dei sistemi di difesa missilistica russi S-400 che la NATO, e gli Stati Uniti in particolare, considerano incompatibili con la sicurezza dei loro armamenti e dei loro sistemi radar. Per tale ragione, gli Stati Uniti hanno sanzionato Mosca, stabilendo che qualsiasi Paese impegnato con i settori della difesa e dell’intelligence russi potrebbe andare incontro a sanzioni secondarie statunitensi. Una nuova legge sulla difesa, tuttavia, propone di concedere al presidente americano l’autorità di concedere deroghe a tali misure qualora fossero in gioco interessi di sicurezza nazionale.

Infine, l’India, il principale acquirente di petrolio iraniano dopo la Cina, sta cercando una deroga dagli Stati Uniti per continuare a importare il petrolio dal Paese mediorientale dopo che Washington ha chiesto a tutti i paesi di smettere di acquistare greggio da Teheran in seguito all’inasprimento dei rapporti tra l’Iran e gli Stati Uniti, che l’8 maggio, hanno notificato il loro recesso dall’accordo sul nucleare iraniano, firmato, il 14 luglio 2015, a Vienna, da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. Pompeo, tuttavia, ha ribadito che la richiesta americana di smettere di importare petrolio iraniano è rivolta indistintamente a tutti i partner degli Stati Uniti.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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