Lettera aperta a USA e UE contro scambio di territori al confine tra Kosovo e Serbia

Pubblicato il 6 settembre 2018 alle 6:20 in Balcani Kosovo

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Più di 50 tra organizzazioni, intellettuali ed esperti sui Balcani hanno firmato una lettera aperta con cui è stato chiesto all’Unione Europea e agli Stati Uniti di respingere la proposta di uno scambio di territori tra il Kosovo e la Serbia. Si tratta di un’idea del Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, che, secondo l’analisi di Balkan Insight, considererebbe questo “aggiustamento territoriale” una soluzione per raggiungere un duplice obiettivo: risolvere le dispute con il Kosovo e dare un nuovo impulso al suo percorso verso l’adesione all’UE. Il 26 luglio, durante un’intervista per un giornale locale, riportato dall’emittente serba N1, Vucic ha dichiarato: “Ogni serbo sa che il Kosovo è perso, ma io farò qualsiasi cosa sia in mio potere per riavere indietro ciò che può essere restituito, in modo che le cose non finiscano per essere una completa sconfitta”. A sua volta, il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha scritto su twitter, il 6 agosto: “La mia proposta per una soluzione pacifica con la Serbia è chiara: nessuna partizione su base etnica, ma sì ad un aggiustamento delle frontiere e ad un reciproco riconoscimento”.

La posizione dei due Presidenti sembra non essere condivisa dalla società civile, o almeno dai “Cittadini ed amici dei Balcani contro la partizione”, nome con cui si sono identificati i firmatari della lettera, che hanno scritto: “Imploriamo l’UE, i suoi Paesi membri, e gli USA, di riconsiderare, anche attraverso i loro organi legislativi, la loro posizione su un tale ritorno all’etnificazione delle politiche e dei confini”. Nel testo della lettera viene inoltre spiegato che le modifiche delle frontiere dei due Paesi, in favore dell’omogeneità etnica, avranno un impatto dannoso non solo sul Kosovo e sui suoi cittadini, ma anche nei Paesi confinanti, e addirittura sull’intera regione balcanica.

Gli scambi territoriali non sono stati mai menzionati durante colloqui ufficiali, ma si ritiene che possano riguardare la parte settentrionale del Kosovo, prevalentemente Serba, e alcuni distretti della Serbia meridionale, a maggioranza albanese, secondo i dati riportati da Balkan Insight.

Non si tratta della prima lettera con cui i cittadini balcanici cercano di scongiurare questo scambio di territori. Già il 7 agosto le organizzazioni per la società civile della Serbia e del Kosovo ne hanno indirizzata una all’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, chiedendole di fare una dichiarazione inequivocabile contro la soluzione proposta da Vucic. La possibilità di ridisegnare i confini sulla base di un principio etnico, si legge nella lettera, “manda un messaggio molto pericoloso ai cittadini serbi e kosovari, così come all’intera regione, cioè che esiste una reale possibilità di legittimare una pericolosa propaganda di proprietà etnica sul territorio: un principio che ha spinto la regione in diverse occasioni in conflitti sanguinosi”. Le conseguenze di un evento di tale portata sono state delineate nella lettera, in cui viene stimato che “tali sviluppi produrranno inevitabilmente una reazione a catena in altri stati balcanici e porteranno a numerose richieste di cambiamenti nei confini nella regione”.

Successivamente alla pubblicazione della prima lettera, Angela Merkel ha dichiarato, il 14 agosto, che le modifiche dei confini nei Balcani dovrebbero essere off-limits, affermando che l’Integrità territoriale degli Stati dei Balcani Occidentali è stata stabilita ed è inviolabile. Tuttavia, non sembra essere arrivata una comune condanna nei confronti dell’aggiustamento delle frontiere, e questo spiega l’arrivo della seconda lettera. Infatti, i 51 firmatari hanno lamentato il fatto che, ad eccezione della Merkel “il resto dell’Unione Europea, così come gli Stati Uniti, sta supportando la posizione di Thaci e Vucic, o affermativamente, o attraverso un tacito consenso”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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