L’Andalusia a Madrid: negoziate rimpatrio minori con il Marocco

Pubblicato il 6 settembre 2018 alle 6:08 in Immigrazione Spagna

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Il governo regionale dell’Andalusia, guidato dalla socialista Susana Díaz, ha chiesto al governo centrale di riattivare un accordo del 2007 con Rabat che prevede il rimpatrio dei minori marocchini. Aumentano dunque le pressioni della regione che sta affrontando la maggiore ondata migratoria della sua storia recente e i cui centri di accoglienza sono sopraffatti, in particolare quelli per l’assistenza ai minori non accompagnati, che devono gestire 2500 migranti a fronte dei 240 posti a disposizione.

Il governo andaluso ha chiesto innanzitutto una redistribuzione tra le diverse Comunità Autonome spagnole, ma anche la riapertura dei negoziati con Rabat, che, secondo un accordo siglato dall’allora premier Zapatero, deve collaborare nelle operazioni di rimpatrio dei minori non accompagnati. Il Marocco si impegnava a rintracciare le famiglie, per rendere possibili i rimpatri o, nel caso questo non fosse possibile, si impegnava ad accogliere il minore nella rete assistenziale marocchina. L’accordo fu negoziato all’epoca dall’attuale sottosegretaria di stato alle migrazioni, Consuelo Rumí.

Degli oltre 7.000 minori stranieri attualmente accolti dalle comunità autonome, circa il 70% sono marocchini. La legge spagnola sugli stranieri prevede già un protocollo di rimpatri, ma in pratica non è mai applicata in assenza di cooperazione da parte delle autorità marocchine e di altri paesi. Gli sforzi diplomatici con il vicino meridionale renderebbero fattibili i rimpatri, nonostante il fatto che l’ultima parola dipenda sempre dai pubblici ministeri che gestiscono la documentazione di ogni singolo migrante. “Se l’autorità marocchina assicura che il minore avrà garantito un ambiente accogliente e condizioni di sicurezza, il procuratore non pone ostacoli al rimpatrio” – ha dichiarato, sotto anonimato, al quotidiano spagnolo El País una procuratrice che si occupa quotidianamente di questioni legate ai rimpatri.

“Il governo deve articolare con tutte le garanzie gli accordi e le possibili soluzioni tanto con le procure che con il Marocco” – ha dichiarato la presidente andalusa Susana Díaz alla vigilia della riunione tra le Comunità Autonome e il governo centrale che verterà proprio sul tema dell’accoglienza ai migranti. L’Andalusia spende 45 milioni l’anno per la gestione di 208 centri di accoglienza, attualmente sopraffatti dai numerosi arrivi tramite il Mediterraneo negli ultimi mesi.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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