L’UE contro la propaganda terroristica online

Pubblicato il 5 settembre 2018 alle 12:37 in Europa

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L’Unione Europea è intenzionata a lanciare una nuova legislazione per contrastare le minacce alla sicurezza informatica, con particolare riguardo per la propaganda terroristica e i cyber-attacchi. La Commissione europea ha intenzione di chiedere ai giganti di internet, come Facebook e Google, di rimuovere i contenuti afferenti al terrorismo entro un’ora dalla loro pubblicazione. L’approvazione di tali misure sarà sottoposta al voto del Parlamento europeo nelle prossime settimane.

“Mentre diverse piattaforme hanno rimosso più contenuti illegali che mai, dimostrando che l’autoregolamentazione piò funzionare, dobbiamo agire ancora più rapidamente contro la propaganda terroristica ed altri contenuti illegali, che costituiscono una seria minaccia per la sicurezza dei nostri cittadini e per i loro diritti fondamentali”, ha dichiarato Andrus Ansip, commissario europeo per il Mercato Unico Digitale.

Il ruolo riservato agli Stati membri è cruciale: a loro spetterà un duplice compito. In primo luogo, saranno i singoli Parlamenti a dare una definizione di cosa costituisce un “messaggio terroristico”. Inoltre, ogni Paese dovrà istituite un’Autorità Nazionale, che avrà il compito di identificare tali contenuti per poi segnalarli alla piattaforma interessata, che sarà responsabile del loro trattamento.

L’azione dell’UE non deve limitarsi a questo, secondo David Ibsen, direttore esecutivo del Counter Extremism Project (CEP), che ritiene di vitale importanza l’adozione, da parte di Bruxelles, di misure estese allo spazio online considerato in senso più ampio. Secondo Ibsen, il passo che sta facendo l’UE, adottando una legislazione volta alla rimozione di contenuti terroristici, rende questo il momento perfetto per affrontare il problema della presenza di tali materiali nei servizi di cloud computing, primo tra tutti Dropbox. Ibsen, sottolineando la portata ed il ruolo dei più noti servizi di cloud computing per la diffusione di materiale pericoloso, ha dichiarato: “La ricerca del CEP mostra che i contenuti dei terroristi che sono stati identificati su Dropbox, Google Drive, Microsoft One Drive e Amazon Cloud Drive vengono spesso rimossi in circa uno o due giorni, ma a volte sono disponibili più a lungo. In quel lasso di tempo, questi materiali di propaganda, spesso violenti, possono essere visti e condivisi centinaia, se non migliaia di volte”.

Tuttavia, il terrorismo non è l’unico problema che l’UE sta cercando di affrontare con questo pacchetto di misure. Altrettanta importanza è stata data alla lotta contro i reati informatici, che costituiscono una minaccia sostanziale per i Paese dell’Unione. I dati sono chiari: secondo quanto riportato da The National, in alcuni Stati membri questi costituiscono la metà di tutti i reati commessi ogni anno. La proposta di legge prevede l’adozione di una serie di misure concrete volte a rafforzare le strutture di sicurezza informatica, tra cui uno schema di certificazione a livello UE che standardizzerà la sicurezza dei prodotti e dei servizi digitali ed un piano per rispondere in maniera congiunta ed efficace agli attacchi informatici.

Il quadro prevede inoltre un approfondimento della cooperazione dell’UE con la NATO e l’istituzione di una piattaforma di formazione per le imprese, il 69% delle quali non ha alcuna conoscenza base della sua esposizione ai rischi informatici. Le imprese che forniscono servizi essenziali, come acqua, energia e trasporti, ma anche operazioni sanitarie e bancarie, sono già state oggetto della legge europea sulla sicurezza informatica, entrata in vigore il 9 maggio, con cui gli è stato richiesto di informare le autorità nazionali in caso di gravi violazioni.

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Cristina Lipari

di Redazione

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