Caos in Libia: centinaia di migranti fuggiti da un centro di detenzione

Pubblicato il 5 settembre 2018 alle 10:02 in Immigrazione Libia

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Centinaia di migranti sono fuggiti da un centro di detenzione nei pressi Tripoli per mettersi al riparo dagli scontri tra milizie rivali, in corso nella capitale e nella zona circostante. Un video pubblicato sui social media mostra numerosi migranti africani, alcuni dei quali trasportano buste di plastica, camminare sul ciglio di una strada per allontanarsi dalla struttura. Il centro di detenzione in questione ospitava 1.900 stranieri, ma molti erano già stati trasferiti dalle autorità presso altri luoghi più sicuri. Alcuni, invece, hanno trovato rifugio all’interno di una fattoria.

Gli scontri che hanno investito Tripoli e le aree circostanti a partire dal 26 agosto hanno altresì costretto 1.800 famiglie ad abbandonare le proprie case mentre, domenica 2 settembre, circa 400 prigionieri sono evasi dalla prigione di Ain Zara. Lo stesso giorno, il Consiglio presidenziale di Tripoli ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale, rendendo noto che avrebbe applicato nuove misure di sicurezza al più presto. Al momento, le vittime degli scontri sono circa 50, mentre i feriti circa 130. Il 4 settembre, le milizie rivali coinvolte nelle offensive hanno concordato un cessate il fuoco sotto l’egida della missione dell’Onu in Libia (UNISMIL), nel corso di un meeting presso Al-Zawiya, dove era presente anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ghassam Salame.

Nei primi giorni di scontri, oltre 118 migranti aiutati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), mentre altre 300 persone sono state evacuate dal Direzione per la lotta all’immigrazione illegale (DCIM) presso centri sicuri, con il supporto di altri attori umanitari. Inoltre, il 30 agosto, in coordinazione con in Danish Refugee Council (DRC) e l’ambasciata della Somalia, l’IOM ha assistito circa 90 migranti somali che erano stati coinvolti negli scontri. Coloro che hanno espresso il desiderio di essere rimpatriati sono stati inseriti nel programma di ritorno volontario assistito, attraverso il quale raggiungeranno i loro Paesi di origine in sicurezza.

Il 3 settembre, l’IOM ha reso noto che il numero degli sbarchi di migranti provenienti dalla Libia in Italia, pari a 12.322 dal primo gennaio al 31 agosto 2018, è il più basso mai registrato in almeno cinque anniUn report rilasciato dalla UN Refugee Agency (UNHCR) lo stesso giorno, intitolato “Desperate Journeys”, ha reso noto che i trafficanti di esseri umani che operano in Libia stanno correndo rischi sempre più grandi per fare le traversate verso l’Europa, dal momento che la Guardia Costiera libica è molto più attiva rispetto agli anni passati,grazie al supporto europeo, intercettando sempre più imbarcazioni cariche di migranti. Ciò, secondo la UNHCR aumenta il rischio di morte in mare nel corso dei viaggi verso i Paesi europei. Alla luce di ciò, il documento nota che, nonostante il numero degli sbarchi e di decessi nel Mediterraneo sia in continuo calo, i viaggi sono divenuti più mortali per coloro che tentano di raggiungere l’Europa. “Il traffico di migranti è divenuto più mortale perché i trafficanti stanno correndo rischi sempre maggiori per via della sorveglianza più attenta da parte della Guardia Costiera libica”, ha spiegato l’inviato speciale per il Mediterraneo centrale della UNHCR, Vincent Cochetel, il quale ha aggiunto che gli scafisti stanno cercando di ridurre i costi della loro attività.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori diretti in Italia e in Europa, attraverso il Mediterraneo. Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia ed Egitto. I trafficanti di esseri umani, così come i gruppi armati e le organizzazioni terroristiche, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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