Pentagono valuta ritiro delle truppe americane dal Niger

Pubblicato il 4 settembre 2018 alle 6:01 in Niger USA e Canada

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Il Pentagono sta considerando di ritirare la maggior parte delle truppe americane dal Niger dove, lo scorso 4 ottobre, 4 soldati americani hanno perso la vita insieme ad altri 4 soldati nigerini, nel corso di un’imboscata rivendicata dallo Stato Islamico.

Tre tre ufficiali del Dipartimento della Difesa hanno riferito al New York Times che, se il piano verrà approvato, il segretario della Difesa, James Mattis, chiuderà anche gli avamposti militari americani in Tunisia, Cameroon Libia e Kenya, oltre ad altri 7 o 8 unità antiterrorismo che operano in Africa. Tali mosse, spiega il quotidiano statunitense, fanno parte della strategia del Pentagono che mira a concentrarsi maggiormente sulle minacce poste dalla Russia e dalla Cina. Tuttavia, se ciò avvenisse, rappresenterebbe un taglio netto delle operazioni speciali americane in Africa, lasciando soltanto una presenza consistente di truppe in Somalia e in Nigeria.

Il piano, al momento, non rende noto se in futuro verranno inviate nuove truppe nel continente africano. Ad avviso di alcuni ufficiali, tale decisione potrebbe, da una parte, andare a discapito dei progressi compiuti finora contro al-Qaeda e i gruppi affiliati all’ISIS mentre, dall’altra parte, andrebbe a favore della Russia e della Cina che, alla luce del minore impiego americano, potrebbero aumentare la loro presenza in Africa. Inoltre, il ritiro delle unità antiterrorismo potrebbe far perdere alle truppe americane i contatti con le forze locali, le quali sono di grande aiuto quando si tratta di passare informazioni e di dare la caccia ai militanti.

Il commando americano delle operazioni speciali è autorizzato a spendere circa 100 milioni di dollari all’anno per supportare le forze partner in tutto il mondo, in base al programma antiterrorismo, conosciuto con il nome 127e. Nell’anno fiscale 2017, il commando ha speso 80 milioni di dollari per finanziare 21 piani in tutto il mondo.

In linea con la nuova strategia della Difesa annunciata dal Pentagono il 19 gennaio, lo Commando americano in Africa riassegnerà centinaia di truppe americane che attualmente si trovano in Africa altrove. Tale mossa dovrebbe completarsi nel corso dei prossimi 18-36 mesi, anche se un ufficiale del Dipartimento della Difesa ha reso noto che è possibile che il piano venga accelerato una volta che la proposta sarà accettata definitivamente. La nuova strategia mira a contrastare la minaccia cinese e russa in quanto, secondo quanto affermato da Mattis, quei due Paesi “vogliono creare un mondo allineato al loro modello autoritario”. Ad avviso del segretario della Difesa, la Cina è un avversario strategico che utilizza l’economia per intimidire gli Stati vicini, militarizzando, allo stesso tempo, l’area del Mar Cinese Meridionale. La Russia, dal canto suo, ha violato i confini delle nazioni che ha intorno, imponendo il veto sulle loro decisioni in merito alla sicurezza, alla diplomazia e all’economia.

Nel frattempo, a fine luglio, il Comando americano in Africa ha confermato che le sue forze hanno iniziato a impiegare droni armati in Niger, a partire dall’inizio del 2018. Tali velivoli sono attualmente posizionati nella Base Aerea 101 situata nella capitale del Niger, Niamey. La portavoce del Commando, Samantha Reho, ha sottolineato che il governo africano ha sostenuto l’iniziativa, giudicandola fondamentale per il proseguimento della partnership strategica a lungo termine che i due Paesi hanno stretto per contrastare i gruppi armati attivi in quell’area. In aggiunta, i droni MQ-9 che attualmente volano fuori da Niamey verranno trasferiti nella Base Aerea Nigerien 201, che è in costruzione ad Agadez, ai margini del deserto del Sahara. Il progetto di costruzione della base, che vale 110 milioni di dollari, è il più grande nella storia degli Stati Uniti, secondo i funzionari dell’Air Force. La vasta gamma di droni consentirà loro di raggiungere un ampio numero di Paesi dell’Africa occidentale e settentrionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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