Guatemala: espulsa commissione ONU

Pubblicato il 4 settembre 2018 alle 15:23 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente del Guatemala, Jimmy Morales, ha annunciato che non rinnoverà il mandato della Commissione Internazionale contro l’impunità in Guatamala (CICIG), decretandone di fatto l’espulsione dal paese centroamericano. La decisione non ha sorpreso gli addetti ai lavori, poiché arriva dopo mesi di scontri tra il presidente guatemalteco e i funzionari delle Nazioni Unite di stanza nel paese.

Messo alle strette da accuse di corruzione e da un processo di impeachment a suo carico promosso dalla Procura generale e dalla stessa Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala, che lo accusano di finanziamento elettorale illegale mentre prestava servizio come segretario generale del suo partito, Morales ha deciso di rompere con l’organismo internazionale e di annunciare la decisione di non rinnovare alla commissione il mandato, che scadrà a settembre del 2019.

Morales ha dato l’annuncio circondato da poliziotti e militari, mentre l’esercito era appostato da giorni nei pressi della sede della CICIG, secondo quanto riferiscono i funzionari delle Nazioni Unite.

Da giorni i media filo-governativi e alcuni account sulle reti sociali avevano rinnovato gli attacchi contro il colombiano Iván Velásquez, presidente della Commissione e protagonista di numerosi scontri con Morales nei mesi scorsi.

Nella sua lettera alle Nazioni Unite, con cui nega il rinnovo del mandato della Commissione, Morales afferma: “La CICIG è rimasta nel paese per più di dieci anni, consideriamo che il tempo trascorso fino ad oggi sia stato sufficiente per tale commissione per raggiungere gli obiettivi fondamentali dell’accordo.” Alla fine della lettera, il presidente guatemalteco aggiunge: “La CICIG ha un anno per trasferire le proprie capacità tecniche alle corrispondenti istituzioni statali guatemalteche”.

Un anno fa, lo stesso Morales ha affrontato il capo della CICIG, Iván Velásquez, minacciando di espellerlo dal paese. In precedenza, la Commissione Internazionale aveva chiesto di processare Morales per irregolarità nel finanziamento della campagna che si è conclusa con la sua elezione alla presidenza. La commissione ha anche aiutato la magistratura guatemalteca ad istituire il processo per frode contro il fratello e il figlio di Morales.

Numerosi analisti hanno criticato la decisione di Morales, tanto per motivi di politica interna che di politica estera. In politica interna, commenta Manfredo Marroquín, analista di Transparency Internacional, un presidente sotto processo e a rischio di impechment, sempre più impopolare, si lancia in una campagna contro un organismo internazionale che gode della fiducia del 70% dei guatemaltechi. “Sembra che la sua unica aspirazione sia quella di perpetrare la corruzione” – spiega Marroquín al quotidiano spagnolo El País. 

A livello internazionale, spiega Luis Linares, analista della Asociación de investigación y Estudios Sociales (Asíes), il rischio è quello di isolare il paese, specialmente dopo che Washington – principale partner politico ed economico del paese centroamericano – ha rinnovato la sua fiducia nell’operato della Commissione Internazionale in Guatemala. Linares teme inoltre che l’espulsione della CICIG sia seguita da una repressione simile a quella che sta vivendo, ormai da mesi, il Nicaragua. In diverse parti del paese stanno infatti avendo luogo manifestazioni contro la decisione di Morales.

La Commissione Internazionale contro l’Impunità in Guatemala è stata creata nel 2006 a seguito di un accordo tra l’ONU e il governo del paese centroamericano. Lo scopo della CICIG è di supportare la Procura Generale, le forze di sicurezza e altre istituzioni statali, sia nelle indagini su reati commessi da membri delle forze paramilitari clandestine illegali negli anni della lunga guerra civile (1960-1996), sia in altri casi nell’ambito del suo mandato, in particolare contro la corruzione politica, volte a rafforzare le istituzioni del settore della giustizia in modo che possano continuare a confrontarsi con questi gruppi illegali in futuro. Grazie all’operato della CICIG e della magistratura guatemalteca sono stati arrestati e processati gli ex presidenti Alfonso Portillo e Otto Pérez Molina, arrestato il giorno dopo essere stato costretto a dimettersi, e la ex vicepresidente Roxana Baldetti.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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