Segretario Difesa inglese: “L’ISIS in Afghanistan è una minaccia per il Regno Unito”

Pubblicato il 3 settembre 2018 alle 16:39 in Afghanistan UK

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I militanti dell’ISIS attivi in Afghanistan stanno comunicando con alcune cellule terroristiche stanziate in Regno Unito, con l’obiettivo di commettere potenziali attacchi. È quanto ha riferito il segretario della Difesa inglese, Gavin Williamson, nel corso della visita ufficiale, durata tre giorni, in Afghanistan.

Secondo quanto riportato dal quotidiano afghano, Tolo News, è la prima volta che il governo di Londra sostiene che la branca afghana dello Stato Islamico costituisca una minaccia per il Regno Unito. Secondo le stime degli Stati Uniti, sono presenti circa 2.000 militanti dell’ISIS in Afghanistan. Tale numero è cresciuto per via dell’esodo dei terroristi dalla Siria e dall’Iraq. Ad avviso dell’ex comandante della missione americana nel Paese dell’Asia centrale, il generale John Nicholson, l’ISIS è stato capace di colmare una parte delle proprie perdite attraverso il reclutamento tra le fila di altre organizzazione estremiste. Nonostante ciò, ha assicurato Nicholson, l’organizzazione terroristica sta perdendo sempre più terreno.

I commenti di Williamson sono stati rilasciati dopo che ulteriori 440 truppe sono giunte in Afghanistan, su richiesta di Washington. Ad oggi, sono presenti nel Paese complessivamente 1.100 truppe inglesi. La decisione di aumentarle è stata annunciata l’11 luglio scorso, in occasione di un vertice NATO, dalla premier Theresa May. Nell’occasione, May aveva spiegato che l’aumento delle truppe in Afghanistan sarebbe avvenuto in due step. La prima metà è stata presa dalle Guardie gallesi ed inviata in Afghanistan nel mese di agosto, mentre la seconda parte arriverà a febbraio 2019.

Nel corso della visita a Kabul, Williamson ha incontrato il presidente afghano, Ashraf Ghani, ed il capo dell’esecutivo, Abdullah Abdullah. Alla fine dei meeting, il segretario della Difesa inglese ha ribadito il supporto inglese all’Afghanistan.

Affiliati dell’ISIS in Afghanistan emersero per la prima volta nel 2014, prendendo il controllo di remote zone della provincia di Nangarhar. Da subito, attirarono l’attenzione degli Stati Uniti che, all’epoca, avevano ridotto la propria presenza nel Paese asiatico, limitandosi a compiere operazioni antiterrorismo contro i talebani e contro al-Qaeda. La loro nascita e la loro espansione viene spiegata con diverse teorie. Secondo la prima teoria, i militanti affiliati all’ISIS; in un primo momenti, avrebbero utilizzato le montagne afghane come rifugi sicuri, per poi abbracciare l’ideologia dello Stato Islamico e decidere di compiere offensive contro il Paese asiatico. La seconda teoria, invece, sostiene che gli USA abbiano calcolato in maniera errata le operazioni e la minaccia posta dai terroristi, permettendo la loro crescita. Una terza teoria dà la colpa ai servizi di intelligence pakistani, accusati da lungo tempo di destabilizzare l’Afghanistan.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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