Israele: “Affronteremo qualsiasi minaccia iraniana”

Pubblicato il 3 settembre 2018 alle 12:26 in Iran Israele

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Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, il 3 settembre, ha annunciato che lo Stato Ebraico potrebbe attaccare gli assetti militari iraniani presenti in Iraq, replicando le operazioni condotte in Siria.

In occasione di una conferenza tenutasi a Gerusalemme, Lieberman ha dichiarato: “Stiamo monitorando tutto ciò che sta accadendo in Siria e, per quanto riguarda le minacce iraniane, non ci stiamo limitando solo al territorio siriano. Anche questo deve essere chiaro”. Quando è stato interrogato circa l’inclusione dell’Iraq nella sua affermazione, il ministro ha risposto come segue: “Affronteremo qualsiasi minaccia iraniana e non importa da dove provenga. La libertà di Israele è totale. Manteniamo questa libertà di azione”.

L’attenzione posta sull’Iraq è dovuta alla decisione iraniana di trasferire decine dei propri missili balistici a corto raggio presso alcuni proxy sciiti in territorio iracheno, durante il 2018. I missili coinvolti nel trasferimento sono Zelzal, Fateh-110 e Zolfaqar, i quali hanno un’autonomia che va da circa 200 km a 700 km. Un raggio d’azione simile rende sia la capitale dell’Arabia Saudita, Riyadh, sia la città israeliana di Tel Aviv, aree ad una distanza ravvicinata nel caso in cui le armi fossero schierate nell’Iraq meridionale o occidentale. Non a caso, le Quds Forces, braccio oltremare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane, posseggono basi in entrambe le zone.

Secondo quanto riportato da al-Arabiya English, i trasferimenti missilistici sono finalizzati ad inviare un avvertimento agli Stati Uniti e allo Stato di Israele, specialmente in seguito ai raid aerei effettuati dallo Stato Ebraico sulle truppe iraniane in Siria e alla luce della significativa presenza militare degli Stati Uniti in Iraq. Secondo fonti iraniane ed irachene, le decisioni in questione sono state prese circa 18 mesi fa, confermando l’uso di milizie iraniane per la produzione di missili in Iraq. Tuttavia, tali attività sarebbero aumentate negli ultimi mesi, soprattutto con l’arrivo di alcuni lanciamissili. A conferma di ciò, un alto comandante dell’IRGC ha dichiarato: “Abbiamo basi simili in molti luoghi e l’Iraq è uno di questi. Se l’America ci attaccasse, i nostri amici attaccheranno gli interessi degli Stati Uniti e i loro alleati nella regione “.

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Alice Bellante

di Redazione

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