Ucraina: ucciso leader separatista della Repubblica Popolare di Donetsk

Pubblicato il 1 settembre 2018 alle 14:11 in Europa Ucraina

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Alexander Zakharchenko, il leader separatista dell’auto-dichiarata Repubblica Popolare di Donetsk, nell’Ucraina dell’est, è stato ucciso da un’esplosione in un bar, secondo quanto comunicato dai ribelli della zona.

Nella deflagrazione, avvenuta a Donetsk venerdì 31 agosto, è stato ferito altresì Alexander Timofeyev, il vice primo ministro dell’auto-proclamata repubblica. In seguito all’esplosione, la città è stata blindata e le autorità hanno vietato a chiunque di entrare e di uscire dall’area. Il Comitato Investigativo russo, l’organizzazione di Stato che si preoccupa di gestire i crimini più importanti, ha dichiarato di considerare l’omicidio un atto di terrorismo internazionale.

La Russia ha accusato l’Ucraina di aver assassinato l’uomo. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha condannato “l’ignobile crimine”, definendolo un tentativo per destabilizzare la fragile pace regionale. “Mi aspetto che gli organizzatori e gli esecutori del crimine ricevano la giusta punizione” si legge nel telegramma di condoglianze rilasciato dal Cremlino. Putin ha definito l’uomo “un vero capo popolare, una persona coraggiosa e risoluta, un patriota”.

Il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato di avere tutte le ragioni per ritenere che il governo ucraino sia responsabile della morte di Zakharchenko. La portavoce del Ministero russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’avvenimento mostra la decisione di Kiev di aprire una “sanguinosa lotta” e di abbandonare le promesse di raggiungere la pace nell’area.

Da parte sua, il governo ucraino ha respinto le accuse del Cremlino. Yelena Gitlyanskaya, portavoce dei servizi di sicurezza di Stato dell’Ucraina, ha spiegato che, secondo le informazioni in possesso del governo di Kiev, l’esplosione nel bar dove si trovava Zakharchenko è stata una conseguenza di lotte interne che vanno avanti da anni.

I ribelli ucraini, sostenuti da Mosca, avevano rovesciato il potere centrale del Paese con una rivolta armata dopo che i leader pro-occidente, in contrasto con la Russia, erano saliti al governo a Kiev, nel 2014. Zakharchenko si era unito ai separatisti filo-russi durante una di queste rivolte avvenute a Donetsk. A novembre dello stesso anno, l’uomo era diventato il leader della Repubblica dell’area, mostrando che il movimento separatista ucraina non era parte di una operazione guidata dalla Russia. Tuttavia, altri leader ribelli hanno dichiarato che l’uomo era stato scelto di persona da Mosca per tale ruolo. Zakharchenko aveva proposto la creazione di un nuovo Paese chiamato “Malorossia” o “Piccola Russia” che includesse l’Ucraina, con capitale Donetsk. In passato, inoltre, l’uomo era già stato obiettivo di numerosi tentativi di omicidio, di responsabilità, secondo Zakharchenko stesso, del governo di Kiev.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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