Immigrazione: i fatti più importanti di agosto 2018

Pubblicato il 31 agosto 2018 alle 18:40 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 29 agosto 2018, sono giunti in Europa via mare 68.098 migranti, di cui 28.579 sono sbarcati in Spagna, 19.874 in Italia, 18.768 in Grecia, 705 a Malta e 172 a Cipro. Si tratta di una diminuzione significativa rispetto allo stesso periodo del 2017, quando arrivarono in Europa attraverso il Mediterraneo 124.015 migranti. I morti in mare, al momento, ammontano a 1.549.

Il mese di agosto si è aperto con l’esortazione, da parte di Medici Senza Frontiere (MSF), di garantire vie legali per un’immigrazione sicura in Europa, dal momento che molti migranti giunti dalla Libia hanno riportato diversi problemi, tra cui ustioni provocate da benzina e acqua salata e segni di torture. Lo ha affermato la preside di Medici Senza Frontiere, Claudia Lodesani, in occasione di una conferenza stampa tenutasi a Roma il 2 agosto, per il ritorno in mare della nave Aquarius. Ricordiamo che, tale nave, tra il 10 e il 17 giugno, era stata al centro di polemiche in Europa, in quanto le era stata negata l’autorizzazione a sbarcare sia dal ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, sia da Malta. Lo stallo si è risolto quando il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato che avrebbe fatto attraccare l’imbarcazione presso il porto di Valecia, per offrire un posto sicuro ai migranti lasciati a sé stessi nel Mediterraneo.

Il 3 agosto, la Commissione europea ha stanziato altri 3 milioni di euro alla Spagna, per sostenere le politiche migratorie nazionali. Tale cifra è andata a sommarsi ai 25,6 milioni inviati nel mese di luglio. Durante un incontro, la Commissione europea e il governo spagnolo hanno deciso di continuare a cooperare e intessere un proficuo dialogo sul tema migratorio, specialmente in merito alle sfide che la Spagna si trova a dover affrontare in seguito all’aumento dei flussi migratori nella rotta mediterranea. Durante la riunione è stata altresì ribadita l’importanza di rilanciare una partnership con il Marocco e intensificare il sostegno e la cooperazione tra quest’ultimo e l’Unione Europea sul tema dell’immigrazione. Tale cooperazione comprende lo stanziamento di 55 milioni di euro per i programmi di gestione delle frontiere marocchine e tunisine, i quali sono stati approvati dal Fondo di Emergenza dell’UE per l’Africa.

L’8 agosto, Germania e Spagna hanno raggiunto un accordo per il respingimento immediato al confine, da parte di Berlino, di quei migranti che avevano già chiesto asilo in Spagna. Si tratta del primo passo verso l’attuazione di un accordo volto a sedare l’acceso dibattito politico sorto in Germania sul tema migratorio. La portavoce del ministro Horst Seehofer, Eleonore Petermann, ha reso noto che, in base alle misure stabilite, entrare in vigore ufficialmente l’11 agosto, i migranti raccolti al confine tedesco che risulteranno essere già registrati in Spagna potranno essere respinti nel giro di 48 ore. Per attuare tale misura, “Madrid non ha chiesto nulla in cambio” alla controparte tedesca, ha chiarito Petermann.

Sempre l’8 agosto, Amnesty International ha pubblicato un rapporto di 27 pagine sui flussi migratori del Mediterraneo nel quale, oltre a criticare la nuova linea politica di chiusura intrapresa da Roma, ha accusato l’Italia e l’Unione Europea di “complicità” con la Libia per via del loro sostegno alla Guardia Costiera, affinché essa impedisca le partenze e intercetti i migranti in mare per riportarli sulla terraferma, esponendoli a violenze e violazioni dei diritti umani.

Tra il 12 e il 14 agosto, la nave Aquarius, cogestita dalle ong Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, è stata nuovamente protagonista di polemiche a livello europeo. Nella giornata di domenica 12 agosto, Aquarius aveva appena iniziato a fare rotta dalla Libia verso nord, in direzione delle coste europee, quando era stata richiamata dal Guardacoste libico per recuperare altri 10 migranti scorti a largo a bordo di una piccola imbarcazione in vetroresina. Mentre Aquarius virava per procedere al salvataggio, le ONG SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF) avevano lanciato un appello ai Paesi europei per accogliere la loro imbarcazione e i migranti che ha a bordo, appello non andato a buon fine. Venerdì 10 agosto, l’imbarcazione aveva già salvato 141 migranti in mare nella sua prima missione dopo l’alterco tra l’Italia e Malta, Paesi che avevano entrambi impedito alla nave, che all’epoca trasportava 629 persone, di approdare nei propri porti. Dopo un nuovo braccio di feror tra l’Italia e Malta, La Valletta ha infine acconsentito ad aprire i suoi porti alla nave umanitaria Aquarius, che trasporta 141 migranti salvati a largo della Libia; parte di loro verrà smistata tra Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Lussemburgo.

Una nuova polemica tra Italia e Malta è emersa il 17 agosto, riguardo all’accoglienza di 177 migranti salvati dalla Guardia Costiera italiana nei giorni precedenti. I migranti si trovavano su un barcone con il motore in avaria e con infiltrazioni d’acqua a bordo e sono stati salvati dalla nave Diciotti, della Capitaneria italiana, sotto coordinamento delle autorità di Malta. Inizialmente, le persone a bordo erano 190, ma 13 sono state evacuate per soccorso medico. L’imbarcazione italiana ha eseguito il salvataggio in acque maltesi, nella notte tra il 15 e il 16 agosto, chiedendo in seguito di poter approdare a Malta, ma ricevendo un rifiuto. Dopo 5 giorni durante i quali la Diciotti era rimasta al largo, in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare, il 20 agosto la nave è arrivata a Catania, dove tre giorni dopo è stato acconsentito lo sbarco dei 27 minori a bordo. Infine, la notte tra sabato 25 e domenica 26 agosto, il resto dei migranti è stato fatto sbarcare, venendo condotto nel centro di accoglienza di Messina, prima di essere smistati tra varie diocesi italiane, in Irlanda e in Albania, le quali si sono offerte di sostenere l’Italia.

Tale episodio ha portato la Procura di Agrigento ad avviare un’indagine nei confronti di Salvini per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale, insieme al capo di Gabinetto del Viminale. L’ipotesi della Procura è che l’Italia abbia violato l’articolo 5 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, il quale asserisce che i richiedenti asilo detenuti oltre le 48 ore debbano essere rilasciati e debba essere accordata loro la possibilità di fare domanda dello status di rifugiato. A impartire l’ordine che ha messo in moto la presunta privazione illegale della libertà personale dei profughi soccorsi dalla Diciotti, che costituisce l’accusa dei magistrati, è stato Salvini in persona. Il 29 agosto, il portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), Joel Millman, ha reso noto che i migranti africani a bordo della Diciotti hanno rivelato di essere stati nelle mani degli scafisti e di aver trascorso due o più anni in Libia, venendo picchiati e torturati.

Nel frattempo, il 28 agosto, Salvini ha incontrato il premier ungherese, Viktor Orban, noto per la sua politica fortemente anti-migranti, a Milano. Durante l’incontro, i due hanno discusso la possibilità di creare un’alleanza politica a livello europeo, che unirebbe diverse forze con uno scopo comune, escludendo i partiti di sinistra per portare alla ribalta la loro posizione. Il premier ungherese ha altresì affermato di voler diffondere la propria posizione anti-migranti all’interno del Partito Popolare Europeo, la famiglia politica europeista di centro e di centro-destra che raccoglie le forze generalmente classificabili come moderate, cristiano-democratiche e conservatrici, della quale fa parte il partito della cancelliera tedesca, Angela Merkel. Nel corso del colloquio, i due politici hanno definito il presidente francese, Emmanuel Macron, “il leader europeo pro-immigrazione”. “Al momento, ci sono due schieramenti in Europa: uno è guidato da Macron, che è il capo delle forze politiche che supportano l’immigrazione; l’altro noi (Orban e Salvini) vogliamo fermare l’immigrazione illegale”, ha affermato Orban durante la conferenza stampa congiunta alla prefettura milanese. Per tutta risposta, Macron ha dichiarato che “le forze populiste europee fanno bene a considerarlo il loro principale oppositore”.

Infine, il mese di agosto si è concluso con il meeting informale tra i ministri della Difesa europei a Vienna, in ambito del quale il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha proposto la rotazione dei porti di sbarco delle navi dell’Operazione Sophia, per far sì che l’Italia non sia più l’unico membro dell’Unione Europea a farsi carico dei flussi migratori. Nello specifico, la proposta italiana prevede modifica delle regole di Sophia articolata in tre punti: il primo riguarda il principio di rotazione dei porti; il secondo la valenza del principio Sar (Ricerca e soccorso) e non quello geografico e, il terzo, la creazione di un’unità di coordinamento con Frontex formata da rappresentanti di tutti i Paesi dell’UE.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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