Corea del Sud manderà inviati speciali in Corea del Nord il 5 settembre

Pubblicato il 31 agosto 2018 alle 17:01 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Sud ha reso noto che invierà i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi, che si dovrebbe tenere entro la fine del mese. È previsto che gli inviati speciali discutano anche il rafforzamento dei legami tra le due coree, l’avanzamento del processo di pace e la denuclearizzazione della Penisola coreana, ha riferito il portavoce della Casa Blu, la casa presidenziale sudcoreana, Kim Eui-kyeom. Il sito Channel News Asia rende noto che la proposta dell’incontro, effettuata da Seoul il 31 agosto, è già stata accettata da Pyongyang. Al momento, non sono stati ancora resi noti i nomi degli inviati che si recheranno in Corea del Nord.

Il primo incontro tra Moon Jae-in e Kim Jong-un è avvenuto il 27 aprile scorso, presso il villaggio di Panmunjom, nella zona demilitarizzata tra le due Coree. Al termine dello storico meeting, i due capi di Stato hanno firmato la Joint Panmunjom Declaration, nella quale si legge che “la Corea del Sud e la Corea del Nord hanno confermato l’obiettivo comune di realizzare la completa denuclearizzazione della penisola”.

Se il nuovo incontro tra i leader delle due Coree dovesse concretizzarsi, Moon Jae-in sarebbe il primo presidente sudcoreano a visitare Pyongyang dal 2007. Tuttavia, tale meeting è stato messo in secondo piano dalle ultime tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti sul futuro del programma nucleare nordcoreano. Qualche giorno fa, il segretario della Difesa americano, James Mattis, ha reso noto che gli Stati Uniti non hanno in programma di sospendere ulteriormente importanti esercitazioni militari con la Corea del Sud.

I commenti di Mattis arrivano dopo che, il 24 agosto, Trump ha cancellato improvvisamente la visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, nel Paese asiatico, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono in una fase di stallo. Trump ha in parte incolpato la Cina per la mancanza di progressi con la Corea del Nord e ha suggerito che i colloqui con Pyongyang, condotti finora da Pompeo, potrebbero essere sospesi fino a quando Washington non avrà risolto l’aspra controversia commerciale con Pechino. Da parte loro, i media di Stato nordcoreani hanno reagito alla cancellazione della visita accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang.

La sospensione delle esercitazioni militari congiunte tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud era stata annunciata dal leader della Casa Bianca il 12 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Singapore, durante la quale Trump aveva altresì prospettato la possibilità di ritirare le truppe americane da Seoul. Il presidente americano aveva giustificato tale decisione sostenendo che sarebbe stato “inappropriato svolgere simulazioni militari provocatorie e dispendiose”, in seguito all’esito positivo del summit di Singapore, svoltosi il 12 giugno, a Singapore, tra Trump e il leader nordcoreano. Sull’isola di Sentosa, Trum e Kim hanno firmato un documento congiunto per lavorare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana, in cambio dell’impegno americano a fornire garanzie di sicurezza alla Corea del Nord.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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