USA-Corea del Nord: Trump accusa Pechino

Pubblicato il 30 agosto 2018 alle 11:36 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato la Cina di compromettere la campagna di pressione a guida americana contro la Corea del Nord e ha ribadito che Washington non riprenderà le esercitazioni militari con Seoul. Lo riporta il New York Times, secondo il quale il presidente americano, da una parte, incolpa Pechino dello stallo nelle trattative tra Washington e Pyongyang in merito alla denuclearizzazione. Dall’altra, nega la possibilità, prospettata dal Segretario americano alla Difesa, James Mattis, di riprendere gli esercizi di addestramento congiunti con la Corea del Sud.

In una serie di 4 tweet del 29 agosto, il leader della Casa Bianca ha innanzitutto affermato che Pechino ha fornito un “aiuto considerevole” a Pyongyang, comprendente “denaro, carburante, fertilizzanti e varie altre merci”. In tal modo, secondo il presidente americano, il Paese asiatico sta ostacolando le trattative tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, a causa della sua disputa commerciale con Washington.

Secondo il New York Times, con tali affermazioni, Trump ha cercato di rendere la Cina il capro espiatorio dello stallo nelle trattative con la Corea del Nord. Il 24 agosto, Trump ha cancellato imrovvisamente la visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, nel Paese asiatico, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono in una fase di stallo. Trump aveva già incolpato, in parte, la Cina per la mancanza di progressi con la Corea del Nord, suggerendo che i colloqui con Pyongyang, condotti finora da Pompeo, potrebbero essere sospesi fino a quando Washington non avrà risolto l’aspra controversia commerciale con Pechino. I media di Stato nordcoreani hanno reagito alla cancellazione della visita accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang.

In realtà, secondo il New York Times, l’amministrazione Trump è sempre più frustrata per il ritmo lento dei negoziati e teme che la Corea del Nord non stia compiendo passi sostanziali verso lo smantellamento del suo programma nucleare. Secondo gli esperti, Pyongyang, che non ha mai accettato una timeline specifica per smantellare le sue armi nucleari, potrebbe avere fino a 60 testate, nonché un missile balistico in grado di trasportarne una fino agli Stati Uniti.

In particolare, la Corea del Nord sta esercitando pressione sugli Stati Uniti perchè sottoscrivano una dichiarazione che ponga fine ufficialmente alla guerra di Corea del 1950-1953, mentre la Casa Bianca chiede a Pyongyang di dichiarare un inventario completo delle sue armi e missili nucleari e di stabilire un calendario per lo smantellamento. Nessuna delle due parti, tuttavia, si è mossa, rendendo difficile per funzionari e diplomatici di entrambi i Paesi proseguire nelle trattative.

Con riferimento alla Cina, secondo il New York Times, Trump ha mantenuto una posizione contraddittoria. Da una parte, ha incolpato il Paese asiatico di compromettere la sua relazione diplomatica con Pyongyang, a causa delle controversie commerciali tra Washington e Pechino. Dall’altra, ha ribadito che “la sua relazione e il suo legame con il presidente cinese, Xi Jinping, rimangono molto forti”. Pechino non ha, per il momento, rilasciato commenti ufficiali alle dichiarazioni della Casa Bianca.

In secondo luogo, Trump ha dichiarato che la sua relazione con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, rimane “molto buona” e che pertanto non c’è ragione di riprendere le costose esercitazioni militari con la Corea del Sud. Con tale affermazione, il presidente americano ha chiarito la posizione della Casa Bianca dopo che, il 28 agosto, il Segretario americano alla Difesa, James Mattis, aveva rimesso in campo la possibilità che gli Stati Uniti ricominciassero le esercitazioni militari con la Corea del Sud, informando che, per il momento, nessuna ulteriore sospensione di esercizi di addestramento congiunto con i sudcoreani era previsto.

La sospensione delle esercitazioni militari congiunte tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud era stata annunciata dal leader della Casa Bianca il 12 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Singapore, durante la quale Trump aveva altresì prospettato la possibilità di ritirare le truppe americane da Seoul. Trump aveva giustificato tale decisione, sostenendo che sarebbe stato “inappropriato svolgere simulazioni militari provocatorie e dispendiose”, in seguito all’esito positivo del summit di Singapore, svoltosi il 12 giugno, a Singapore, tra il presidente americano e il leader nordcoreano. Sull’isola di Sentosa, Trum e Kim hanno firmato un documento congiunto per lavorare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana, in cambio dell’impegno americano a fornire garanzie di sicurezza alla Corea del Nord.

Secondo il New York Times, tuttavia, Trump ha mantenuto una posizione contraddittoria anche con riferimento alle esercitazioni, sottolineando che “il presidente può ricominciare immediatamente le esercitazioni congiunte con la Corea del Sud e il Giappone, se lo desidera” e che, “se lo farà, saranno più grandi che mai”.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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