Meeting informale ministri Difesa UE: Italia propone rotazione dei porti di sbarco

Pubblicato il 30 agosto 2018 alle 16:25 in Immigrazione Italia

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L’Italia vorrebbe introdurre una rotazione dei porti di sbarco delle navi dell’Operazione Sophia, così da non essere più l’unico membro dell’Unione Europea a farsi carico dei flussi migratori.

È questa la richiesta che il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha presentato in seno al meeting informale dei ministri della Difesa dell’UE, nella giornata di giovedì 30 agosto, a Vienna. “Nel 2015 ci siamo assunti la responsabilità politica di far nascere la missione Sophia; allora si riteneva che la sua azione in acque extra-territoriali sarebbe stata solo una prima fase. Le cose in Libia sono andate, purtroppo, diversamente, e la presenza di Sophia nelle acque internazionale dura ormai da tre anni”, ha spiegato Trenta, aggiungendo che, finora, l’Italia ha accolto da sola tutti i migranti slavati dalle navi dell’operazione europea. “Ora questo non è più possibile, lo dico in nome del governo che rappresento, occorre cambiare le regole della missione”, ha dichiarato il ministro italiano. Trenta ha riferito anche che, per certi versi, Sophia dimostra che l’Europa sa essere una “security provider”, ma è necessario apporre modifiche. “Siamo aperti a tutti i suggerimenti che riflettano il concetto secondo cui l’Europa è pronta a rispondere alle sfide che la riguardano”, ha specificato il capo della Difesa.

La proposta italiana prevede modifica delle regole di Sophia articolata in tre punti: il primo riguarda il principio di rotazione dei porti; il secondo la valenza del principio Sar (Ricerca e soccorso) e non quello geografico e, il terzo, la creazione di un’unità di coordinamento con Frontex formata da rappresentanti di tutti i Paesi dell’UE.

L’Operazione Sophia è stata lanciata il 22 giugno 2015 dall’UE, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale. Vi partecipano 26 Paesi su 28, ad esclusione di Danimarca e Slovacchia. Dall’ottobre 2016, gli ufficiali della missione sono impegnati nel sostegno e nell’addestramento della Guardia Costiera e della marina libica. Ad oggi, sono stati addestrati complessivamente 237 Guardiacoste e militari della Marina Libica, mentre sono state neutralizzate 551 imbarcazioni e 151 presunti trafficanti di esseri umani, che sono stati consegnati alle autorità italiane. Inoltre, sono stati effettuati 2.199 accertamenti sul rispetto dell’embargo delle armi. Dal proprio avvio a oggi, l’Operazione Sophia ha soccorso complessivamente 44.916 migranti. In particolare, 2.292 persone sono state salvate nel 2018, 11.617 nel 2017, 22.885 nel 2016 e 7.402 nel 2015. Tali cifre indicano che la missione dell’Unione Europea ha soccorso il 9% del totale dei migranti salvati in mare dalla metà del 2015 a oggi.

Prima dell’inizio meeting informale di Vienna, l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, si è espressa in merito alle modifiche dell’Oprazione Sophia, riferendo che, già a luglio, erano state valutate alcune proposte per risolvere la questione delle regole sugli sbarchi. “Finora non c’è stato consenso, come sapete occorre l’unanimità”, ha spiegato Mogherini, aggiungendo che, nel corso dell’incontro, vedrà se c’è spazio per trovare una risposta. A suo avviso, non si tratta solo di una questione sulle regole degli sbarchi, ma di un fatto molto più ampio.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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