USA potrebbero riprendere esercitazioni militari con la Corea del Sud

Pubblicato il 29 agosto 2018 alle 10:52 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti non hanno in programma di sospendere ulteriormente importanti esercitazioni militari con la Corea del Sud, confermando in tal modo lo stallo nelle trattative tra Washington e Pyongyang in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana. È quanto dichiarato dal segretario americano alla Difesa, James Mattis, nel corso di una conferenza stampa del Pentagono.

Secondo il New York Times, Mattis ha, con i suoi commenti, rimesso in campo la possibilità che gli Stati Uniti ricomincino le esercitazioni militari su vasta scala nella penisola coreana, insistendo, tuttavia, sul fatto che questo non segna la fine della distensione nei rapporti tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un. In particolare, Mattis ha informato che gli Stati Uniti non hanno, al momento, in programma di sospendere altri esercizi e che non sono state prese decisioni sulle principali esercitazioni previste per il prossimo anno. Mattis, tuttavia, ha osservato che non si è ulteriormente discusso della sospensione delle simulazioni decisa a giugno e che piccoli esercizi ritenuti esenti dalla sospensione sono ancora in corso. Il segretario americano alla Difesa ha ricordato che le esercitazioni sono state sospese come un “gesto di buona fede” verso la Corea del Nord, in seguito all’esito positivo del summit di Singapore.

Il 12 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Singapore, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato che Washington avrebbe sospeso unilateralmente le esercitazioni militari con la Corea del Sud, prospettando altresì la possibilità di ritirare le truppe americane da Seoul. L’annuncio, tuttavia, aveva suscitato sorpresa e critiche da parte di molti pianificatori militari americani che hanno accusato il leader della Casa Bianca di aver fatto una concessione estremamente importante al leader nordcoreano prima del dovuto. Il 22 giugno, il Pentagono ha informato che gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno deciso di sospendere ufficialmente a tempo indeterminato 2 programmi relativi alle esercitazioni militari congiunte fra gli eserciti dei due Paesi. Trump aveva giustificato tale decisione, sostenendo che sarebbe stato “inappropriato svolgere simulazioni militari provocatorie e dispendiose”, in seguito all’esito positivo del summit di Singapore.

Il 12 giugno, Trump e Kim si sono incontrati sull’isola di Sentosa, a Singapore, in quello che è stato definito un summit storico in quanto primo incontro tra un presidente americano in carica e un leader nordcoreano. I due leader hanno firmato un documento congiunto per lavorare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana, in cambio dell’impegno americano a fornire garanzie di sicurezza alla Corea del Nord.

Le trattative, tuttavia, si trovano al momento in una situazione di stallo. Secondo il New York Times, l’amministrazione Trump è sempre più frustrata per il ritmo lento dei negoziati e teme che la Corea del Nord non stia compiendo passi sostanziali verso lo smantellamento e la fine del suo programma nucleare. Secondo gli esperti, Pyongyang, che non ha mai accettato una timeline specifica per smantellare le sue armi nucleari, potrebbe avere fino a 60 testate, nonché un missile balistico in grado di trasportarne una fino agli Stati Uniti.

I commenti di Mattis sulle esercitazioni, pertanto, arrivano in un momento delicato per le trattative tra Stati Uniti e Corea del Nord. Il 24 agosto, Trump ha cancellato imrovvisamente la visita di Pompeo nel Paese asiatico, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono in una fase di stallo. Trump ha in parte incolpato la Cina per la mancanza di progressi con la Corea del Nord e ha suggerito che i colloqui con Pyongyang, condotti finora da Pompeo, potrebbero essere sospesi fino a quando Washington non avrà risolto l’aspra controversia commerciale con Pechino. I media di Stato nordcoreani hanno reagito alla cancellazione della visita accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang.

In tale contesto, secondo il New York Times, un’eventuale ripresa delle esercitazioni militari, da una parte, “farà infuriare i funzionari nordcoreani, che regolarmente denunciano tali operazioni”, dall’altra, “riflette la confusione all’interno dell’amministrazione Trump su come trattare con la Corea del Nord”.

Secondo quanto riferito dai funzionari americani, il calendario statunitense non prevede ulteriori importanti esercitazioni militari fino alla prossima primavera, quando si svolgono le esercitazioni Foal Eagle e Max Thunder. Foal Eagle è una simulazione di scenari di guerra che coinvolge forze terrestri, aeree, navali e speciali. Max Thunder, invece, è un’esercitazione condotta annualmente dalle forze aeree statunitensi e sudcoreane, che la considerano difensiva e necessaria per addestrare e mantenere l’alleanza militare. Tale addestramento, tuttavia, irrita la Corea del Nord che lo ha più volte definito una “provocazione militare intenzionale”. Per il momento, Pyongyang non ha rilasciato commenti ufficiali alle dichiarazioni di Mattis.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Roberta Costanzo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.