IOM: migranti Diciotti hanno subito torture in Libia

Pubblicato il 29 agosto 2018 alle 16:13 in Immigrazione Libia

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I migranti africani a bordo della Diciotti hanno rivelato di essere stati nelle mani degli scafisti e di aver trascorso due o più anni in Libia, venendo picchiati e torturati. È quanto ha reso noto il portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), Joel Millman, martedì 29 agosto, a Genova.

“Tutti gli stranieri sbarcati dalla Diciotti erano malnutriti ed esausti, molti hanno raccontato di essere stati prigionieri nei campi in Libia per anni, venendo derubati, picchiati e torturati dai trafficanti, i quali hanno chiesto riscatti alle loro famiglie”, ha spiegato Millman. A suo dire, l’IOM ritiene che in Libia siano presenti ancora migliaia di migranti in stato di detenzione, presso magazzini o case nascoste, dal momento che i percorsi per giungere alla costa sono divenuti più difficoltosi per via degli episodi di violenza nell’Ovest del Paese. Uno degli ultimi casi si è verificato il 27 agosto 5 persone sono morte, mentre altre 33 sono state ferite, di cui 6 in gravemente, nel corso di scontri tra gruppi rivali nel sud di Tripoli.

I 150 migranti in questione erano stati tratti in salvo nella notte tra il 15 e il 16 agosto, in acque maltesi. Gli stranieri, per la maggior parte di nazionalità eritrea, si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. La Valletta ha rifiutato di accogliere la Diciotti nel proprio porto, asserendo che il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa rispetto a Malta. Dopo 5 giorni durante i quali la Diciotti era rimasta al largo, in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare, il 20 agosto la nave è arrivata a Catania, dove tre giorni dopo è stato acconsentito lo sbarco dei 27 minori a bordo. Infine, la notte tra sabato 25 e domenica 26 agosto, il resto dei migranti è stato fatto sbarcare, venendo condotto nel centro di accoglienza di Messina, prima di essere smistati tra varie diocesi italiane, in Irlanda e in Albania, le quali si sono offerte di sostenere l’Italia.

Attualmente, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è sotto indagine, avviata dalla Procura di Agrigento nei giorni passati. L’ipotesi della Procura è che l’Italia abbia violato l’articolo 5 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, il quale asserisce che i richiedenti asilo detenuti oltre le 48 ore debbano essere rilasciati e debba essere accordata loro la possibilità di fare domanda dello status di rifugiato. A impartire l’ordine che ha messo in moto la presunta privazione illegale della libertà personale dei profughi soccorsi dalla Diciotti, che costituisce l’accusa dei magistrati, è stato Salvini in persona.

Il 28 agosto, 100 dei migranti della Diciotti sono stati condotti a Rocca di Papa, nel Lazio, da dove verranno poi smistati in diverse diocesi italiane. Prima del loro arrivo si sono verificati alcuni momenti di tensione di fronte al centro di accoglienza di Rocca di Papa, dove due diversi gruppi di cittadini, uno a favore della loro accoglienza e uno contrario, hanno avviato accese discussioni. Alcuni esponevano cartelli con su scritto “Welcome Refugees”, mentre altri urlavano frasi di rifiuto nei confronti degli stranieri. Altri 39 migranti rimasti a Messina sono in attesa del trasferimento in Albania e in Irlanda, i due Paesi che hanno dato la disponibilità ad accoglierli per sostenere l’Italia.

Non è la prima volta che i rifugiati giunti in Italia denunciano i maltrattamenti subiti in Libia, dove l’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Il 14 novembre 2017, la CNN aveva pubblicato un video in cui viene mostrato un gruppo di migranti africani che, a poca distanza da Tripoli, vengono venduti all’asta come schiavi a 400 dollari. Alla luce di ciò, le Nazioni Unite hanno definito la collaborazione tra Unione Europea, Italia e Libia in ambito migratorio “orribile” e “disumana”, poiché “la loro politica di assistere la Guardia Costiera libica per intercettare i migranti in mare e riportarli nel Paese nordafricano, dove gli individui sono condannati alla sofferenza, è un oltraggio alla coscienza umana”. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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