Zimbabwe: Mnangagwa inaugura il mandato presidenziale

Pubblicato il 28 agosto 2018 alle 7:25 in Africa Zimbabwe

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Emmerson Mnangagwa, il nuovo presidente dello Zimbabwe, ha inaugurato il proprio mandato domenica 25 agosto, in seguito alla vittoria alle elezioni del 30 luglio scorso.

In occasione della cerimonia per il giuramento, avvenuto di fronte al capo della giustizia, Luke Malba, migliaia di cittadini si sono riuniti presso lo stadio nazionale di Harare per salutare il nuovo leader. Durate il primo intervento, Mnangagwa ha giurato di impegnarsi affinché il Paese africano abbia un futuro migliore, esortando altresì le forze politiche all’unità. “Ora che le elezioni sono alle nostre spalle, dobbiamo focalizzarci sulla gestione delle sfide economiche, dovremo attuare riforme radicali per attrarre investimenti stranieri”, ha riferito il nuovo presidente alla folla.

I cittadini dello Zimbabwe avevano aspettato con impazienza l’opportunità di esprimere il loro voto in quelle che sono state le prime elezioni nel Paese dopo le dimissioni dell’ex leader, Robert Mugabe, in carica dal 31 dicembre 1987.  Durante il suo mandato, era stato ampiamente accusato di aver represso violentemente l’opposizione e manipolato le elezioni. Nel corso dell’assedio militare che lo costrinse a dimettersi, l’esercito confinò Mugabe nella propria abitazione, per poi prendere il controllo della televisione di Stato e impedire l’accesso agli edifici governativi. Tale assedio sarebbe stato causato dalla decisione di Mugabe di licenziare l’allora suo vice, Mnangawa, il quale gli succedette alla guida del Paese. I suoi sostenitori lo vedevano come un nazionalista che aveva combattuto contro il colonialismo e contro le potenze occidentali “neo-imperialiste”; i suoi oppositori, invece, lo biasimavano per aver distrutto l’economia del Paese, una volta conosciuto come il “granaio dell’Africa”. Ad oggi, lo Zimbabwe, Stato dell’Africa orientale, versa in una grave situazione sociale ed economica.

Nonostante il cambio di guida del Paese africano, gli Stati Uniti hanno confermato che manterranno le sanzioni finanziarie e le restrizioni dei visti nei confronti degli ufficiali di governo, incluso il nuovo presidente. Come spiega il quotidiano Africa News, il supporto di Washington è fondamentale per lo Zimbabwe, in quanto costituisce la chiave per sbloccare nuovi fondi da parte del Fondo Monetario Internazionale. Da parte sua, l’Unione Europea ha progressivamente rimosso le limitazioni, mantenendole soltanto contro Mugabe e la moglie Grace. 

Le votazioni del 30 luglio si sono svolte in maniera relativamente agevole, anche se i disordini che ne sono seguiti hanno rivelato le profonde fratture nella società dello Zimbabwe e le difficoltà nella gestione delle forze di sicurezza. Il primo 1 agosto, la polizia e l’esercito, sono intervenuti con veicoli corazzati ed elicotteri militari per sedare una folla di manifestanti che protestava contro il partito di governo, lo ZANU-PF di Mnangagwa (Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe – Fronte Patriottico), accusandolo di aver truccato le elezioni e commesso brogli. 6 persone sono state uccise negli scontri, dove le forze di sicurezza hanno sparato munizioni vere e lanciato gas lacrimogeni. La polizia ha poi sigillato il quartier generale del Movimento per il cambiamento democratico (MDC) di Chamisa, prima di prendere d’assalto l’edificio e arrestare 16 persone. Il mandato di perquisizione riferiva che gli agenti stavano cercando armi da fuoco, granate e pietre.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.