Turchia: nuova fase nei rapporti con l’Unione Europea

Pubblicato il 28 agosto 2018 alle 13:21 in Europa Turchia

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Il ministro delle Finanze turco, Berat Albayrak, ha dichiarato che, alla luce della relazione complessa tra Ankara e Washington, la Turchia vuole condurre le sue relazioni con l’Unione Europea in una “nuova fase”. Il ministro turco ha rilasciato tali commenti nel corso di una conferenza stampa con il suo omologo francese, Bruno Le Maire, il 27 agosto, conferenza durante la quale i due ministri hanno altresì concordato sull’importanza dei legami turco-europei.

Albayrak ha dichiarato, innanzitutto, che, alla luce dei “recenti passi unilaterali compiuti dagli Stati Uniti”, “le relazioni tra la Turchia e l’Unione Europea e, in particolare, la Francia, sono più importanti che mai” e devono essere portate in una nuova fase. Il riferimento è allo stato attuale dei rapporti tra Ankara e Washington, da tempo tesi a causa di una serie di questioni, tra cui il rifiuto americano di estradare Fethullah Gulen, il predicatore islamico che Ankara accusa di aver orchestrato il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016, il sostegno statunitense ad alcune forze siriane contigue al Kurdistan Workers’ Party (PKK), che la Turchia considera un’organizzazione terroristica, nonché l’intenzione turca di acquistare gli S-400, i sistemi di difesa missilistica russi che Washington considera incompatibili con quelli della NATO.

Il legame turco-americano, tuttavia, si sta consumando di recente a causa del caso Brunson, il pastore cristiano evangelico della Carolina del Nord, detenuto in Turchia dall’ottobre 2017 con l’accusa di spionaggio e terrorismo. Il continuo rifiuto da parte di Ankara a rilasciare il pastore statunitense, nonostante le ripetute richieste da parte degli Stati Uniti, ha infine indotto questi ultimi a sanzionare i ministri dell’Interno e della Giustizia turchi. La Turchia ha immediatamente reagito, congelando a sua volta i patrimoni di due funzionari statunitensi in segno di rappresaglia. Immediata è stata la reazione di Washington. Trump, il 10 agosto, ha annunciato il raddoppio delle tariffe imposte il 23 marzo sulle importazioni di acciaio e di alluminio, portandole rispettivamente al 50% e al 20%.

Secondo il ministro delle Finanze turco, l’atteggiamento americano nei confronti della Turchia ha cause politiche e potrebbe indirettamente compromettere la stabilità regionale, rafforzando il terrorismo e aggravando la crisi migratoria. La Turchia e la Francia, tuttavia, ha informato Albayrak, hanno deciso di andare avanti insieme su tali questioni. Tale cooperazione potrebbe spingersi sino ad un’azione congiunta di Ankara e Bruxelles presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) contro le decisioni commerciali assunte a danno di Turchia e Unione Europea in violazione delle regole del libero commercio globale. Per Albayrak, inoltre, l’atteggiamento americano sta allontando Washington dai suoi alleati e sta compromettendo la funzione di strumento di commercio globale che la valuta statunitense ha svolto sinora.

Oggetto di discussione della conferenza stampa è stato anche il commercio tra Unione Europea e Turchia per la quale gli scambi con i Paesi europei sono particolarmente importanti, data l’attuale crisi economica del Paese mediorientale. Albayrak ha fatto riferimento principalmente ai rapporti commerciali con la Francia, affermando che Ankara desidera aumentare il volume degli scambi commerciali con Parigi, portandoli dai 14 miliardi di euro cui ammontano attualmente a 20 miliardi di euro.

Il ministro francese, da parte sua, ha riferito che la Turchia è impegnata in riforme strutturali e l’ha incoraggiata a ricorrere a tutti gli strumenti di politica economica a sua disposizione per garantire una crescita sostenibile. “È nell’interesse di tutti, in Francia, in Turchia e in Europa che la situazione in Turchia si stabilizzi”, ha dichiarato Le Maire ai giornalisti, sottolineando che questo deve essere per il Paese mediorientale una “priorità assoluta”.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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