Turchia: aumentano i flussi, fermati 608 migranti in una settimana

Pubblicato il 28 agosto 2018 alle 6:02 in Immigrazione Turchia

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Nell’ultima settimana, la Guardia Costiera turca ha individuato e fermato in mare 608 migranti che tentavano di lasciare il Paese senza documenti, alla volta dell’Unione Europea.

A riferirlo è stato il Ministero dell’Interno turco, il quale ha sottolineato che, dall’inizio del 2018, la rotta dalla Turchia ha cominciato nuovamente a crescere. Dal gennaio al luglio 2018, gli ufficiali di Ankara hanno trattenuto più di 14.000 migranti, soprattutto in prossimità del Mar Egeo, registrando un aumento del 60% rispetto ai dati relativi al 2017. Secondo quanto riportato da Frontex, l’agenzia europea della Guardia di Costiera e Frontiera, nel solo mese di luglio, sono stati più di 4.000 gli stranieri fermati dalla Guardia Costiera turca, che hanno fatto ammontare a circa 29.500 il totale degli stranieri intercettati lungo la rotta del Mediterraneo orientale dall’inizio del 2018. Le principali nazionalità di tali migranti sono siriana, irachena ed afghana. Il quotidiano turco Hurriyet Daily News rende noto che, lunedì 27 agosto, le forze di sicurezza hanno trattenuto 215 persone, di cui 139 a bordo di tre gommoni diretti verso le isole greche, 44 nella provincia occidentale di Izmir, e 32 nella provincia di Kirklareli.

La chiusura della rotta balcanica, avvenuta con la firma di un accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, il 18 marzo 2016, avrebbe dovuto arrestare il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale. Tale accordo, tuttavia, non ha prodotto gli effetti sperati in quanto, già il 14 febbraio 2017, Amnesty International aveva pubblicato un reclamo, in cui denunciava la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, si trovavano ancora in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. A tale proposito, Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, definì l’accordo sull’immigrazione, firmato con Ankara, “un disastro”. I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti. 

Secondo le stime dell’Onu, la Turchia starebbe ospitando più di 3,5 milioni di rifugiati siriani. Nel settembre 2016, Ankara aveva avviato la costruzione del primo muro volto a separare la Turchia dalla Siria, per un investimento di 400 milioni di dollari. I primi 556 km, sono stati completati nel luglio 2017. Una volta terminati i lavori, il muro raggiungerà i 911 km. L’ultimo naufragio al largo delle coste turche si è verificato il 9 agosto, quando un’imbarcazione con a bordo 13 migranti è naufragata nelle acque della provincia di Aydin, causando la morte di 9 persone. Secondo le stime della Guardia Costiera turca, nell’arco del 2018, da gennaio fino a giovedì 9 agosto, sarebbero 54 i migranti irregolari morti in mare a largo della Turchia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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