Giappone: “La Corea del Nord continua ad essere una minaccia”

Pubblicato il 28 agosto 2018 alle 16:18 in Corea del Nord Giappone

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Giappone ritiene che la Corea del Nord costituisca una minaccia alla sua sicurezza, nonostante l’interruzione dei test missilistici e il giuramento del leader di Pyongyang, Kim Jong-un, di denuclearizzare la penisola coreana.

“Le attività militari della Corea del Nord rappresentano una delle più serie e pressanti minacce che il Giappone abbia mai affrontato”, ha riferito il Ministero della Difesa in un comunicato, martedì 28 agosto. Oltre che a Pyongyang, il documento fa riferimento anche alla Cina e alla Russia, in quanto, ad avviso di Tokyo, Pechino costituisce una minaccia per le proprie ambizioni territoriali, mentre Mosca è intenta a ricostruire il proprio potere in modo tale che il Giappone potrebbe trovarsi circondato da potenziali avversari in tutto l’Est dell’Asia. Per di più, sottolinea il comunicato, una delle ultime minacce proviene dagli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha da poco cancellato il quarto viaggio del segretario di Stato, Mike Pompeo, a Pyongyang, previsto per questa settimana, nel tentativo di esercitare ulteriore pressione sulla Corea del Nord, affinché abbandoni il proprio programma nucleare e missilistico. Per tutta risposta, il quotidiano di Stato nordcoreano ha accusato gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang.

Il 12 giugno, a Singapore, in quello che è stato definito un incontro storico, Kim Jong-un e Trump avevano firmato un accordo, noto come la Dichiarazione di Panmunjon, in base alla quale il Paese asiatico si impegnava a denuclearizzarsi e a porre fine ai test missilistici, nonostante gli USA avessero richiesto a Pyongyang lo smantellamento irreversibile e verificabile di tutto il suo arsenale atomico. In seguito è stato scoperto che Pyongyang aveva continuato a mantenere operativi alcuni siti dove effettua test missilistici nucleari. Inoltre, secondo un resoconto delle Nazioni Unite visionato dall’agenzia di stampa Reuters il 3 agosto, la Corea del Nord non ha sospeso né il suo programma missilistico né quello nucleare, in aperta violazione del diritto internazionale e a discapito delle sanzioni imposte dall’ONU. Da parte sua, la Corea del Nord ha accusato gli Stati Uniti di essere troppo impazienti per la denuclearizzazione del Paese. 

Di fronte a tale quadro, il Giappone è particolarmente preoccupato, in quanto non possiede un sistema di sicurezza in grado di difendere il territorio nazionale da minacce di natura atomica e missilistica. In un articolo uscito sul New York Times, Yoichi Funabashi, direttore di Asia Pacific Initiative, spiega che qualsiasi eventuale attacco americano contro la Corea del Nord produrrebbe effetti negativi su Tokyo, il quale è esposto ai missili di Pyongyang, senza avere i mezzi per difendersi in modo adeguato. Il Ministero della Difesa giapponese ha in programma di portare a 8 il numero delle navi da guerra munite dei sistemi di difesa missilistici, i quali, però, non saranno operativi fino al 2021. Il ministro della difesa giapponese, Itsunori Onodera, ha annunciato di voler rafforzare le capacità militari del suo Paese. L’obiettivo sarebbe quello di rendere possibili azioni preventive nei confronti del leader nordcoreano Kim Jong-un. 

Bisogna aggiungere che, se anche il Giappone decidesse di potenziare ulteriormente i sistemi di difesa terrestri, dovrebbe fare i conti con una serie di vincoli economici e politici. In primo luogo, l’installazione di nuovi sistemi di difesa prevederebbe una spesa molto alta, che Tokyo non ha intenzione di fare fino almeno al 2018. In secondo luogo, qualsiasi balzo in avanti in campo militare violerebbe l’accordo sulla sicurezza con gli Stati Uniti, firmato l’1 settembre 1951 a San Francisco, dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, il quale prevede che il Giappone mantenga un ruolo difensivo, delegando qualsiasi intervento militare a Washington.

In seguito all’incontro di Singapore, il premier giapponese, Shinzo Abe, ha dichiarato che il suo Paese non cambierà la propria posizione militare nei confronti della Corea del Nord fino a quando non vedrà sviluppi concreti nel processo di disarmo. “Dobbiamo mantenere un occhio su Pyongyang”, ribadisce il comunicato del 28 agosto del Ministero della Difesa giapponese, notando che, dall’inizio del 2016, la Corea del Nord ha condotto 3 test nucleari e ha lanciato 40 missili balistici, alcuni dei quali hanno sorvolato il Giappone.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.